Calcolo ferie non così banale. Come verificare che i conteggi siano giusti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Calcolo ferie non così banale. Come veri

Calcolo ferie 2019, quando si conteggiano

Il calcolo delle ferie si basa sul numero di giorni effettivamente lavorati dai dipendenti a tempo determinato o indeterminato, part time o full time.

La regola di base è ben nota: a ciascun lavoratore spettano 4 settimane di ferie all'anno, ma solo nel caso in cui abbiano lavorato full time per l'intero anno. In buona sostanza, il calcolo delle ferie si basa sul numero di giorni effettivamente lavorati. Delle 4 settimane, 2 vanno godute in maniera preferibilmente consecutiva e altre 2 nel corso dei successivi 18 mesi dalla maturazione.

Se questo è l'impianto di partenza, ci sono molti casi particolari di cui tenere conto che possono aumentare o diminuire giorni di vacanza. Esistono ad esempio alcune circostanze in cui il conteggio viene sospeso. In ogni caso, le ferie spettano a tutti i lavoratori dipendenti, con contratto a tempo determinato o indeterminato, part time o full time.

Calcolo ferie 2019, quando si conteggiano e non

C'è un paio un doppio caso di cui tenere conto ovvero la non maturazione e la maturazione della ferie durante il periodo di assenza. Sulla base della normativa 2019 non sono infatti conteggiati l'aspettativa per i lavoratori chiamati a ricoprire cariche pubbliche elettive o funzioni sindacali, il congedo parentale, la cassa integrazione a zero ore, il congedo straordinario per l'assistenza di familiari disabili in base alla legge 104 (si tratta di un caso per caso, considerando che si tratta di un'assenza retribuita che non può essere negati dal datore di lavoro).

E poi: la malattia e l'infortunio, oltre il periodo di comporto, l'assenza per malattia del figlio minorenne e, più in generale, altre tipologie di assenze non retribuite in base alle regole in vigore.

Se tutte queste assenze dal lavoro non permettono di maturare le ore necessarie che trasformandosi in giorni diventano ferie retribuite, altre ricevono invece un trattamento opposto. Consentono infatti di maturare le ferie l'astensione obbligatoria per maternità nonostante le durata di 2 mesi prima della nascita e 3 mesi in quelli successivi oppure 1 mese prima e 4 mesi dopo; l'assenza per lo svolgimento di funzioni presso i seggi elettorali, in genere di pochi giorni; i permessi retribuiti sulla base della legge 104 (a differenza del congedo retribuito) per assistere un familiare affetto da disabilità grave.

E ancora: il congedo matrimoniale; la malattia e l'infortunio sul lavoro entro il periodo in cui si ha diritto alla conservazione del posto. Il tutto senza dimenticare che in caso di malattia durante le ferie si interrompe il godimento con il datore di lavoro che mantiene il diritto di predisporre una visita fiscale per verificare le condizioni del lavoratore.

Posso monetizzare i giorni di ferie

Ricordando ancora una volta come le ferie siano un diritto irrinunciabile, ci sono alcuni casi ben limitati che permettono di monetizzare i giorni di assenza non godute. Più precisamente, il lavoratore può ricevere un'indennità al posto delle ferie per mancata fruizione per esigenze aziendali e conseguente impossibilità di fruire del riposo nei limiti di legge, per cessazione del contratto di lavoro sia nel caso di dimissioni volontarie e sia di licenziamento.

Ma anche per trasferimento del lavoratore all'estero che comporta una parziale revisione dei termini dei contratto, per periodi aggiuntivi rispetto alle quattro settimane minime di ferie all'anno che spettano a ogni dipendente poiché si tratta di periodi supplementare rispetto a quelli previsti dalla legge.

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