Cassa integrazione 2020 estesa di 14 settimane. A chi spetta e fino a quando

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Cassa integrazione 2020 estesa di 14 set

Estensione a 14 settimane della cassa integrazione

Via libera all'estensione della cassa integrazione fino a 14 settimane. Il provvedimento ufficiale è stato approvato dal governo. Ecco tutti i cambiamenti.

Non c'è tempo per le polemiche sui ritardi nei pagamenti della cassa integrazione perché adesso è ufficiale: con la nuova legge di giugno 2020 il governo ha già approvato il provvedimento di estensione per 4 settimane per un totale di 14.

Fermo restando la durata massima, considerando tutti i possibili trattamenti riconosciuti, la possibilità di fruire di un altro mese di cassa integrazione è concessa anche per periodi precedenti al primo settembre 2020.

A poter fare domanda sono i datori di lavoro e le imprese che hanno utilizzato questo strumento di trattamento di integrazione salariale - ordinario, straordinario o in deroga - per tutto il periodo concesso fino alla durata massima di 14 settimane.

A scorrere tutte le ultime novità approvate in tema di cassa integrazione da parte del governo Conte salta fuori la possibilità per i datori di lavoro che hanno commesso errori nella fase di presentazione, di inoltrare di nuovo la domanda di accesso al trattamento salariale.

Ma solo entro 30 giorni dalla comunicazione dell'errore e in ogni caso senza tenere conto del periodo di riferimento. Vediamo quindi tutti i dettagli tra

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Estensione a 14 settimane della cassa integrazione

La decisione del Consiglio dei ministri di concedere un mese in più di cassa integrazione, nonostante migliaia di furbi trovati dall'Inps, è figlia della proposta del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.

L'indispensabilità di mettere in circolo nuove misure sul trattamento di integrazione salariale si è resa necessaria in seguito alla gradualità con con cui il Paese si sta rimettendo in carreggiata dopo il periodo più critico dell'emergenza sanitaria.

Conservate tutte le facilitazioni procedurali per fruire di un mese in più di cassa integrazione. Ai lavoratori non è richiesta la maturazione di 90 giorni di lavoro ma basta che risultino dipendenti dell'azienda al 23 febbraio 2020.

Resta quindi la cancellazione dei tre limiti previsti in condizioni non emergenziali per fare domanda di cassa integrazione: limite di un terzo delle ore lavorabili, tetto dei 24 mesi nel quinquennio mobile, fino a 52 settimane nel biennio mobile. Infine, all'impresa non è richiesto il consueto versamento del contributo addizionale.

Cassa integrazione: a chi spetta e fino a quando

A poter beneficiare della cassa integrazione fino a un massimo di 14 settimane sono cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri e imprese industriali manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell'energia, acqua e gas.

Ma anche cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industriali, imprese industriali degli enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica e imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film e di sviluppo e stampa di pellicola cinematografica.

Via libera pure per imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, imprese industriali esercenti l'attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi.

Sono infine ammesse imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini, imprese addette agli impianti elettrici e telefonici, imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato, imprese addette all'armamento ferroviario.

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