Cassa integrazione straordinaria coronavirus quali sono le aziende che possono fare richiesta

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Cassa integrazione straordinaria coronav

Cassa integrazione straordinaria ai tempi del coronavirus

Le aziende possono chiedere l'integrazione salariale anche se hanno già presentato una domanda con un'altra causale. Il periodo concesso prevale sul precedente.

Le disposizioni di emergenza in tempo di coronavirus prevedono che anche le aziende che hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono sospendere il programma di cassa integrazione e accedere alla cassa integrazione guadagni ordinaria.

Le condizioni sono due: se rientrino tra le categorie assicurate anche alle integrazioni salariali ordinarie e se la condizione persiste alla data del 23 febbraio 2020. Il primissimo decreto ha previsto la conservazione dell'80% stipendio dei lavoratori in cassa integrazione per un periodo massimo di 9 settimane.

La procedura di presentazione delle domande è ancora in corso e c'è tempo fino al 31 agosto 2020. A differenza del ricorso in tempi normali ovvero di non emergenza coronavirus, occorre utilizzare la nuova causale denominata Covid-19 nazionale.

Ma soprattutto le aziende possono chiedere l'integrazione salariale anche se hanno già presentato una domanda con un'altra causale. Il periodo concesso prevale sul precedente e le richieste avanzate sono eventualmente annullate d'ufficio. Analizziamo adesso

  • Coronavirus, per quali aziende cassa integrazione straordinaria
  • Cassa integrazione straordinaria ai tempi del coronavirus

Coronavirus, per quali aziende cassa integrazione straordinaria

A norma di legge, possono accedere alla cassa integrazione straordinaria imprese artigiane che sospendono i lavoratori per blocco o riduzione dell'attività, imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi e imprese appaltatrici di servizi di pulizia, anche in forma di cooperativa.

Ma anche imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario, imprese industriali, comprese quelle edili e affini.

Rientrano quindi imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale, imprese dell'editoria e imprese di vigilanza. Da segnalare il via libera anche per attività commerciale, agenzie di viaggio e turismo che nel semestre precedente alla domanda di cassa integrazione straordinaria hanno impiegato oltre 50 dipendenti.

Infine, nell'ambito di limiti di spesa più ridotti, anche partiti e movimenti politici. In tutti i casi, requisito di base che viene richiesto a tutti i clienti è la presenza di almeno 15 dipendenti mentre adesso, in emergenza coronavirus, questa soglia è venuta a cadere.

Cassa integrazione straordinaria ai tempi del coronavirus

Se in tempi di non emergenza coronavirus, la cassa integrazione straordinaria dura fino a 24 o 36 mesi in caso di contratto di solidarietà con riduzione dell'orario di lavoro fino al 60% dell'orario complessivo dei lavoratori e del 70% per singolo lavoratore.

Oppure fino a 24 mesi in caso di riorganizzazione, piano di interventi e investimento o fino a 12 mesi in caso di crisi aziendale e piano di risanamento, adesso cambiano le carte in tavola. Il ricorso è infatti possibile per una durata massima di 9 settimane.

Non cambia invece l'ammontare dell'indennità, sempre pari all'80% dello stipendio.

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