Chi paga per errore sul lavoro ed è responsabile

Le norme aggiornate 2019 sul lavoro assegnano al datore di lavoro il compito di valutare il comportamento dei dipendenti ed eventualmente di licenziarli.

Chi paga per errore sul lavoro ed è resp

Errore sul lavoro, decide il datore

Quante volte abbiamo sentito parlare di licenziamento per giusta causa? Al di là della dimensione dell'azienda, discrimine fondamentale per la possibile applicazione di questa misura, resta la questione di fondo: cosa si intende con questa definizione? Appare infatti inverosimile credere che basti un errore nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative per giustificare l'allontanamento dal posto di lavoro.

Vogliamo allora capire se e quando è possibile licenziare un lavoratore per una colpa commessa che non sia dolosa ovvero per un comportamento dannoso per l'azienda messo intenzionalmente in atto. Di conseguenza, chi paga per errore sul lavoro ed è responsabile? Al pari di quanto accade con la maggior parte delle questioni che riguardano il lavoro, anche in questo caso alla normativa che è stata via via aggiornata fino al 2019 si sono affiancate importanti sentenze della Corte di Cassazione sul licenziamento per colpa.

Errore sul lavoro, decide il datore o l'azienda

Le norme aggiornate 2019 sul lavoro assegnano al datore di lavoro o all'azienda il compito di valutare il comportamento dei dipendenti ed eventualmente disporre l'allontanamento tramite licenziamento. Lo può fare in due modi: con licenziamento per giusta causa che determinata l'immediato allontanamento oppure con licenziamento per motivi soggettivi e per cui è indispensabile la concessione di un periodo di preavviso. Il punto è che la normativa non fornisce liste e casistiche per cui è possibile procedere nell'uno o nell'altro modo.

Occorre eventualmente fare riferimento ai contratti collettivi nazionali di lavoro che indicano il perimetro entro il quale può muoversi il datore di lavoro. E allo stesso tempo ci pensano le sentenze dei giudici a fissare paletti ben precisi, come l'illegittimità del licenziamento per giusta causa e dunque in tronco se il comportamento del lavoratore non ha provocato danni all'azienda.

Licenziamento per colpa, quando è possibile

Ma attenzione, se la violazione è di natura colposa ovvero da legare a una negligenza anziché a un comportamento doloso, il licenziamento è sempre possibile. I giudici della Corte di Cassazione precisano però che la valutazione sulla legittimità del provvedimento di allontanamento del lavoratore deve essere completa ovvero occorre valutare quelli che considera "gli aspetti soggettivi ed oggettivi" e non solo il fatto in sé.

Occorre quindi tendere conto del danno subito dall'azienda, del grado di responsabilità ricoperto dal lavoratore, delle mansioni svolte, dei controlli e delle circostanze specifiche, al di là delle prescrizioni contenute nel Contratto collettivo nazionale del lavoro. Ad esempio, se il comportamento discutibile del dipendente si è ripetuto più volte fino al punto da provocare un danno, volontario o involontario che sia, il licenziamento è legittimo. E il concetto del licenziamento per colpa vale per tutte le categorie.

Il tutto ricordando che secondo il Codice civile il contratto di lavoro a tempo indeterminato può essere risolto in maniera unilaterale e senza preavviso se si si verifica una causa che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il