Cococo e Cocopro 2017 per contratti e prestazioni occasionali. Per chi, condizioni, durata, quando

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Cococo e Cocopro 2017 per contratti e pr

Cococo, contratti e prestazioni occasionali

Nel 2017 non sono più applicabili i Cocopro, ma restano in vigore i Cococo. Ecco per chi, quando e come.

Sono cambiate le norme su contratti e prestazioni occasionali nel 2017 e con alcune conferme. In prima battuta anche per questi 12 mesi non possono essere sottoscritti i cosiddetti Cocopro ovvero il Contratto di collaborazione a progetto. Diverso è invece il caso dei Cococo ovvero il Contratto di collaborazione coordinata e continuativa, ancora applicabile ma a determinate condizioni. Il testo di riferimento è il codice di procedura civile, secondo cui si intende una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente (e non esclusivamente) personale, anche se non a carattere subordinato. In buona sostanza il lavoro non deve essere eseguito con modalità organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro ma nei modi stabiliti dal collaboratore in coordinamento con il committente.

Cococo, contratti e prestazioni occasionali: per chi, quando e come

La collaborazione coordinata e continuativa è così definita perché la prestazione lavorativa è collegata al ciclo produttivo del committente e si sviluppa in una serie di attività ripetute in un arco di tempo, senza prevedere una subordinazione gerarchica né un inserimento organico nella struttura produttiva. I collaboratori hanno l'obbligo di iscriversi alla gestione separata Inps, cui il committente deve versare i contributi. Nel 2017 l'aliquota è pari al 32,72% del compenso (24% per gli iscritti anche ad altre casse previdenziali), di cui due terzi a carico del committente e un terzo a carico del collaboratore. In presenza di alcuni requisiti contributivi, i collaboratori hanno diritto a indennità di degenza ospedaliera, di malattia e di maternità.

In caso di perdita del lavoro, i collaboratori possono chiedere la Dis-Coll, un'indennità di disoccupazione che spetta, per una durata massima di 6 mesi, a chi è iscritto in via esclusiva alla gestione separata Inps, è senza partita Iva, ha versato almeno una mensilità di contribuzione nell'anno in cui è cessato il lavoro e tre mensilità dal primo gennaio dell'anno precedente.

Casi di esclusione nel 2017 dei Cococo

Le collaborazioni a favore della pubblica amministrazione sono proibite dal primo gennaio 2017. Le collaborazioni coordinate e continuative, senza progetto, restano possibili

  1. se sono previste da contratti collettivi, come nel caso dei collaboratori telefonici di call center outbound ovvero che effettuano chiamate telefoniche in uscita per vendere beni o servizi,
  2. per le professioni intellettuali che richiedono l'iscrizione in appositi albi professionali
  3. quelle prestate da componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e da partecipanti a collegi e commissioni,
  4. quelle prestate a favore di associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive e di enti riconosciuti dal Coni.

Il lavoro con i voucher

Un voucher corrisponde a un'ora di lavoro e ha un valore di 10 euro, esenti da imposte e con aliquote contributive ridotte. Il valore netto è pari a 7,5 euro. Il lavoro con i voucher è esente ai fini fiscali, nel limite di 7.000 euro netti all'anno equivalenti a 9.333 euro lordi, se svolto a favore di soggetti privati e nel limite di 2.000 euro netti, pari a 2.666 euro lordi se a favore di imprese e studi professionali. I destinatari sono

  1. gli inoccupati e disoccupati;
  2. i lavoratori autonomi;
  3. i lavoratori subordinati, sia che abbiano un contratto a tempo pieno che a tempo parziale; per il lavoratore subordinato la prestazione accessoria è esclusa nei soli confronti del datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente;
  4. i pensionati titolari di trattamento pensionistico obbligatorio;
  5. i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito entro un tetto massimo di 3.000 euro netti per anno solare.

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