Colf assenze per coronavirus. Cosa fare tra ferie, permessi e altre possibilitÓ per donne pulizia

di Marianna Quatraro pubblicato il
Colf assenze per coronavirus. Cosa fare

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Da ricorso a ferie maturate e pagate a permessi retribuiti ad accordo per sospensione temporanea del lavoro: soluzioni per lavoro colf in emergenza coronavirus

In questo importante momento di crisi sociale, economica e lavorativa dovuta all’emergenza sanitaria del coronavirus che sembra ancora incontenibile, il governo Conte ha messo a punto diverse misure in sostegno di famiglie e lavoratori, ma anche imprese, lasciando però fuori dagli aiuti diverse categorie di lavoratori, tra cui rientrano le colf. Vediamo cosa si può fare per assenze delle colf dal lavoro in tempi di coronavirus.

Colf assenze per coronavirus tra ferie e permessi

In tempi di emergenza coronavirus, mentre badanti e baby sitter continuano nella maggior parte dei casi a lavorare tranquillamente anche grazie al bonus da 600 euro che i datori di lavoro possono richiedere per far fronte a tali spese in questo momento di crisi, colf e donne delle pulizie stanno, al contrario, vivendo un periodo di crisi.

Stando a quanto riportano i dati Istat, sono quasi due milioni le donne delle pulizie, che anche con badanti e baby sitter, hanno deciso in piena autonomia di non andare a lavorare o sono state lasciate a casa temporaneamente dai propri datori di lavoro, per evitare magari che il loro continuo e quotidiano spostamento sui mezzi pubblici potesse diventare pericoloso o, in alcuni casi, per evitare di accogliere ogni giorno in casa chi viene comunque da un’altra casa in cui è a contatto con altre persone.

Ogni famiglia gestisce in questo periodo la presenza di donne delle pulizie impiegate presso la propria abitazione in maniera diversa, prendendo le proprie decisioni.

Se chi ha un contratto regolare da colf convivente non corre alcun rischio, vivendo con la famiglia presso cui lavora, per cui è costretta anche a star lì in questo periodo di chiusura totale di tutto e rinunciare anche al giorno libero da poter trascorrere fuori, per le donne delle pulizie che si recano quotidianamente presso l’abitazione dove lavorano o in un uffici, i datori possono decidere, e nella maggior parte dei casi lo hanno già fatto, di sospendere la loro attività.

In questi casi si può scegliere se optare per permessi retribuiti o ricorrere alle ferie maturate, in ogni caso continuando a pagare il dovuto stipendio. Nei casi in cui sia la colf a chiedere una sospensione dell’attività lavorativa, d’accordo con il datore di lavoro, si può momentaneamente interrompere a causa della diffusione del coronavirus il rapporto di lavoro usando permessi non retribuiti ma preferibilmente a condizione di riportare l’accordo tra colf e datore di lavoro in una scrittura privata vincolata a un periodo di tempo, anche prorogabile, come misura di tutela.

Colf assenza per coronavirus chiesta estensione Cig per lavoro domestico

Considerando che il lavoro domestico è quello dove il lavoro nero è maggiormente diffuso (si contano oltre un milioni di lavoratori del settore in nero) molte donne delle pulizie sono dunque rimaste a casa al momento senza lavoro e senza stipendio. Tuttavia, anche le colf assunte regolarmente non possono usufruire della cassa integrazione in deroga he è stata estesa in questo momento di emergenza coronavirus a tutti coloro che hanno sospeso l’attività lavorativa.

Andrea Zini, vicepresidente di Assindatcolf, ha dichiarato di aver chiesto al governo che la Cig possa essere estesa, con effetto retroattivo, anche al lavoro domestico, anche in considerazione del fatto che le donne delle pulizie possono essere licenziate in qualsiasi momento per cui se questo periodo di forte crisi dovesse durare ancora potrebbero essere molte le colf a rischiare il posto di lavoro.

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