Come funziona cassa integrazione coronavirus con misure ufficiali in Decreto Maggio 2020

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Come funziona cassa integrazione coronav

Nuova cassa integrazione nel decreto maggio 2020

Con il decreto Rilancio viene ribadito che il periodo di cassa integrazione concesso per coronavirus prevarrà sulla precedente autorizzazione o sulla domanda non ancora definita.

I datori di lavoro possono fruire della cassa integrazione per l'emergenza per una durata massima di 18 settimane.

Si tratta della principale novità in materia introdotta con il decreto di maggio del governo per fronteggiare l'emergenza economica che è seguita alla diffusione del coronavirus. In sintesi, la cassa integrazione ordinaria viene allungata di altre 9 settimane arrivando a 18, di cui 14 fruibili dal 23 febbraio al 31 agosto 2020 mentre altre 4 settimane possono essere utilizzate dal primo settembre al 31 ottobre 2020.

Vengono a cadere numerosi paletti poiché le imprese possono chiedere l'integrazione dello stipendio all'80% per coronavirus anche se hanno già presentato una richiesta o hanno in corso l'autorizzazione per la cassa integrazione con una causale diversa Covid-19.

Con il decreto Rilancio viene ribadito che il periodo concesso per coronavirus prevarrà sulla precedente autorizzazione o sulla domanda non ancora definita.

Di conseguenza queste ultime verranno annullate. Vediamo ancora più da vicino tutte le novità introdotte con il nuovo decreto tra

  • Coronavirus, come funziona cassa integrazione
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Coronavirus, come funziona cassa integrazione

Sono tre le novità da segnalare sull funzionamento della cassa integrazione. Il rifinanziamento per 15 miliardi di euro inserito nel decreto di maggio si traduce nella possibilità di accedere a questo strumento per altre 9 settimane ovvero 5 per il periodo febbraio e agosto e 4 tra settembre e ottobre.

In seconda battuta, la cassa integrazione in deroga è stata oggetto di misure per semplificazione dell'iter. A occuparsene è solo l'Inps che anticipa il 40% dell'assegno per le domande successive all'entrata in vigore del decreto.

A essere coinvolte sono le imprese con meno di 9 dipendenti, quelle che maggiormente hanno subito i ritardi. Infine, confermato il divieto di licenziare per altri 3 mesi.

Restano in vigore le altre facilitazioni e dunque la neutralizzazione del periodi autorizzati in caso di successive richieste, il mancato pagamento del contributo addizionale e la cancellazione dei 3 limiti che caratterizzano la cassa integrazione ovvero un terzo delle ore lavorabili, quello dei 24 mesi nel quinquennio mobile che salgono a 30 per le aziende del settore edilizia e lapideo, le 52 settimane nel biennio mobile.

Nuova cassa integrazione nel decreto maggio 2020

Alla nuova cassa integrazione nel decreto maggio 2020, per cui rimane ancora in vigore la possibilità di chiedere un anticipo attraverso la propria banca aderente alla convenzione Abi, possono accedere anche le cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

E ancora, via libera all'estensione della cassa integrazione alle imprese addette agli impianti elettrici e telefonici, le imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalla attività di escavazione.

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