Come funziona la decontribuzione e di quanto incide su stipendi netti. Calcoli ed esempi

di Marianna Quatraro pubblicato il
Come funziona la decontribuzione e di qu

Decontribuzione, come funziona questa agevolazione

I proprietari d'impresa saranno particolarmente interessati ad assumere in queste circostanze perché sono sgravati dal pagamento di parte dei contributi. Il nostro focus.

Si torna a parlare di decontribuzione per alleggerire la spesa per il lavoro da parte dei datori, ma anche per offrire un benefit in busta paga ai dipendenti. Non si tratta della prima volta nella storia fiscale italiana. E allora non ci resta altro che approfondire:

  • Decontribuzione, come funziona

  • Calcoli ed esempi sulla decontribuzione

Decontribuzione, come funziona

Le aziende possono accedere a numerosi incentivi e agevolazioni assumendo, a condizioni favorevoli, lavoratori che rispondono a particolari requisiti. Lo strumento che viene spesso utilizzato è quello della decontribuzione, parziale (nella maggior parte dei casi) o totale (più raramente) che sia. Nel tempo sono state numerose le forme che ha assunto sulla spinta del legislatore.

Solo di recente, il governo ha promesso ai sindacati di aumentare all'1% la decontribuzione per i redditi fino a 35.000 euro: la misura dovrebbe valere fino alla fine del 2022. Significa che il netto in busta paga per i lavoratori dipendenti fino a 35.000 euro lordi salirebbe ancora. Ma si tratta appunto dell'ultima novità in quanto, anche con frequenza annuale, i governi hanno proposto questo strumento per incentivare l'occupazione. Quella giovanile ad esempio, oppure in alcune aree territoriali del Paese.

I proprietari d'impresa saranno particolarmente interessati ad assumere in queste circostanze perché sono sgravati dal pagamento di parte dei contributi che sono appunto corrisposti dallo Stato. Ma sono anche i lavoratori stessi a beneficiarne in quanto il netto in busta paga aumenta. In qualche modo ci guadagnano tutte le parti coinvolte. Da segnalare quindi un'altra caratteristica della decontribuzione che è il periodo ridotto di applicazione.

Va da sé che occorre studiare caso per caso, ma in genere l'esonero contributivo non ha superato i 48 mesi. Calendario alla mano e casi alla memoria, una facilitazione fiscale per un così lungo periodo ha trovato spazio tra chi assumeva nelle regioni con un tasso di disoccupazione maggiore rispetto alle altre. Ancora più specificatamente si tratta di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria o Sardegna.

La storia italiana è dunque ricca di esempi sulla decontribuzione. Pensiamo ad esempio al recente bonus Donne che ha addirittura previsto l'esonero contributivo al 100% entro il limite massimo di 6.000 euro all'anno in favore dei datori di lavoro che assumevano, a tempo indeterminato o determinato, lavoratrici in possesso di requisiti ben precisi. Ecco, proprio quest'ultimo è un aspetto a cui prestare attenzione. Per fare l'esempio del bonus Donne, quelli richiesti sono stati 4.

Innanzitutto quello anagrafico ovvero donne con almeno 50 anni di età, disoccupate da più di 12 mesi. Quindi quello della residenza in quanto beneficiari sono state le donne di tutte le età residenti nelle regioni che rientrano nei finanziamenti previsti dai fondi strutturali dell'Unione europea, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Infine, semaforo verde per le donne di tutte le età impiegate in settori contraddistinti da una elevata disparità di genere, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e per le donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi

Calcoli ed esempi sulla decontribuzione

Dopo aver compreso il funzionamento dello strumento della decontribuzione, non ci resta altro che fare alcuni esempi concreti per comprendere in che misura questa facilitazione fiscale incide sugli stipendi.

Per farlo facciamo l'esempio di un esonero contributivo pari allo 0,8% ovvero quella quota che più volti i governi hanno utilizzato come riferimento.

Calcolatrice alla mano, un lavoratore con un lordo imponibile di 20.000 euro all'anno si troverà in busta paga 160 euro lordi annui in più in busta paga. Nel caso in cui la retribuzione ammonti a 25.000 euro, l'aumento in busta paga sarebbe di circa 200 euro. Dopodiché con uno stipendio lordo di 30.000 euro la decontribuzione permetterebbe di ottenere un surplus in busta paga di 240 euro lordi all’anno.