Condizionatori e temperatura al lavoro, quanti gradi ci devono essere per legge e normativa

Fermo restando che è difficile riuscire a soddisfare tutti i lavoratori di un ufficio, soprattutto se di età differenti, le normative 2019 fissano i valori delle temperature.

Condizionatori e temperatura al lavoro,

Condizionatore in ufficio, le regole

L'ondata di calore sta travolgendo tutta l'Italia e lavorare in condizione climatiche estreme può nuocere sia alla produttività e sia alla salute. La via d'uscita per chi si trova a operare negli uffici è il condizionatore d'aria. Più complessa è la situazione per chi invece lavora nei grandi spazi di una fabbrica, magari a distanza ravvicinata con macchinari che producono calore. In tutti i casi occorre fare i conti con la normativa 2019 relativa all'aria condizionata.

Perché non solo esistono indicazioni ben precise sulla data accensione aria condizionata uffici, ma anche le temperature non possono scendere al di sotto di alcuni valori. Insomma, quanti gradi ci devono essere per legge negli uffici? Cosa dice la normativa su condizionatori e temperatura al lavoro.

Temperatura in ufficio secondo la normativa 2019

Fermo restando che è oggettivamente difficile riuscire a soddisfare tutti i lavoratori di un ufficio, soprattutto se di età e di genere differenti, le normative 2019 fissano valori ben precisi delle temperature negli uffici. In particolare:

  1. negli uffici e nelle scuole la temperatura interna non deve superare i 20 gradi centigradi con 2 gradi di tolleranza
  2. negli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali la temperatura interna non deve superare i 18 gradi

E senza dimenticare i suggerimenti che, spesso per distrazione, sono trascurati: tenere chiusa la porta della stanza da raffreddare o riscaldare e non aprire le finestre della stanza dove è montato il condizionatore.

Condizionatore in ufficio, le regole e a cosa fare attenzione

Sono tanti gli aspetti da tenere in considerazione al momento dell'accensione del condizionatore. A iniziare dall'impegno richiesto per la sua manutenzione così da essere sicuri che la temperatura indicata sia quella reale ovvero che i limiti di legge siano rispettati. Prima regola da sapere: l'intervento di controllo dell'efficienza energetica è richiesto solo per quelli con una potenza maggiore di 12 KW.

Significa che è necessario solo sugli impianti non domestici. L'attenzione va mantenuta sempre alta perché soprattutto nel caso di utilizzo frequente, d'estate ad esempio, ogni due settimane occorre pulire il filtro per migliorare la qualità dell'aria e ridurre i consumi. Un filtro dell’aria intasato riduce l’efficienza del condizionatore ed è quindi meglio verificare che tutto sia a posto prima dell’arrivo del gran caldo estivo. I tecnici raccomandano di controllarlo ogni due settimane, ma come pulirlo in poche mosse?

In prima battuta bisogna individuare il filtro che, essendo sporco, contiene polvere, acari, allergeni e batteri nocivi. Deve essere immerso in una bacinella con acqua calda o tiepida e asciugarlo con un panno morbido. Ci sono alcune operazioni che da non fare nella pulizia dei filtri dei condizionatori. Non toccare le parti metalliche dell’unità durante la rimozione: se affilati è possibile ferirsi. Non è consigliabile usare acqua per pulire l’interno del condizionatore perché può distruggere l’isolamento.

Ti è piaciuto questo articolo? star

Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il