Confindustria Cuneo, lettera ai genitori dei ragazzi. Servono operai non start up e manager

Il celebre verso della canzone Contessa “Anche l’operaio vuole il figlio dottore” sembra ormai aver perso l’attualità e la potenza evocativa fino a qualche anno fa di grande impatto ed attualità

Confindustria Cuneo, lettera ai genitori

Non servono più manager e start up. Il mercato, almeno nel cuneese ha bisogno di operai. E Confindustria Cuneo scrive ai genitori dei ragazzi


Che l’organizzazione sociale stia effettivamente abbandonando i binari percorsi negli ultimi decenni è un dato di fatto. La globalizzazione, la finanziarizzazione dell’economia, la rivoluzione avvenuta nel mercato del lavoro, i progressi tecnologici che sono stati davvero enormi e promettono di sorprendere ancora, sono spie di un cambiamento profondo che non lascerà probabilmente nulla uguale a sé stesso.

E così il celebre verso della canzone Contessa “Anche l’operaio vuole il figlio dottore” sembra aver perso tutta l’attualità che aveva solo fino a qualche anno fa. Mentre la potenza evocativa delle parole è ormai, forse, quasi definitivamente tramontata. La dimostrazione lampante proviene dalla Confindustri di Cuneo che ha pensato di scrivere una lettera ai genitori dei ragazzi nella quale, rispetto a quanto si diceva qualche anno fa, si spiega che il mercato ha bisogno di altre figure professionali. Non più dottori, dunque, ma oggi servono operai al posto delle start up e manager per combattere la disoccupazione, soprattutto quella giovanile.

Confindustria Cuneo, lettera ai genitori dei ragazzi

Un dato, quello dell’occupazione giovanile, che seppure ha mostrato lievi segni di miglioramento negli ultimi rilevamenti, resta la preoccupazione principale ed, evidentemente, la tara maggiore che zavorra una ripresa che, almeno in Italia, c’è, ma è come se ancora non si vedesse. Proprio in ragione di queste considerazioni Confindustria Cuneo ha pensato di inviare una lettera, avvalendosi delle prestigiose pagine del quotidiano piemontese la Stampa, ai genitori dei ragazzi nella quale ha provato a spiegare quali sono le necessità del mercato moderno. E quali, di conseguenza, le professioni che conviene intraprendere.

Anche perché altrimenti il rischio che i comparti che stanno trainando la ripresa economica in Italia si trovino senza manodopera è piuttosto elevato. In questa direzione, dunque, si incanala il messaggio del presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, alle famiglie che si apprestano a iscrivere i loro figli alle scuole superiori.

Servono operai non start up e manager

Servono operai, non start up e manager. Questo, in sintesi, il messaggio che Confindustria Cuneo ha voluto inviare con una lettera aperta ai genitori dei ragazzi pubblicata dal quotidiano La Stampa nella quale il presidente Mauro Gola chiede di individuare il percorso scolastico valutando soprattutto le necessità del mercato. Anche perché, al di là delle ambizioni legittime e delle aspirazioni che ognuno deve perseguire per la sua vita, c’è da fare un bagno di concretezza e capire quali sono i lavori che davvero offrono la possibilità di avere un’occupazione in un tempo dove già averlo un lavoro significa praticamente tanto.

Si parla di circa quarantamila nuovi posti di lavoro richiesti dalle aziende del cuneese nell’anno appena trascorso, la maggior parte nei settori del commercio, turismo e servizi, il resto nell’industria.Di questi, il 19% sono addetti agli impianti e ai macchinari, il diciotto per cento operai specializzati, l’undici per cento di tecnici specializzati.

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