Contratti a termine sempre di più, stabilità un sogno. Modifiche Di Maio tra causali e proroghe limitate

Sono sette gli articoli del decreto già messo nero su bianco e in attesa di approvazione, forse con alcune modifiche rispetto all'impostazione originaria.

Contratti a termine sempre di più, stabi

Decreto dignità, prima bozza


Sono cinque le novità del decreto che dovrebbe assicurare una svolta per i ridersi nel rapporto di lavoro, con tanto di ira da parte dei colossi del settore, pronti a minacciare l'abbandono dell'Italia se dovesse passare il concetto di dipendenza ovvero di salario minimo, ferie e abolizione del cottimo. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un mercato, quello del food delivery, che ha un giro d'affari di circa 800 milioni di euro con 50.000 riders attivi in Italia. In estrema sintesi viene previsto che il rider sia considerato prestatore di lavoro subordinato, il divieto di retribuzioni a cottimo, il riconoscimento dell'indennità nei casi di malattia e maternità, che il rider ha diritto alla ferie, il divieto di comunicazioni dal datore di lavoro per almeno 11 ore. Il rischio è di una pesante sanzione da 250 a 1.1250 euro.

Le novità allo studio

Sono sette gli articoli del decreto già messo nero su bianco e in attesa di approvazione, forse con alcune modifiche rispetto all'impostazione originaria. Le norme in materia di lavoro subordinato anche tramite piattaforme digitali, applicazioni e algoritmi disciplinano i seguenti aspetti: Prestatore di lavoro subordinato, Trattamento economico minimo, Divieto di retribuzione a cottimo, Algoritmi, Norme in materia di orario di lavoro, indennità di disponibilità, ferie e sospensione del rapporto di lavoro per le prestazioni a mezzo piattaforme, applicazioni e algoritmi elaborati dal datore di lavoro o per suo conto, Diritto alla disconnessione, Lavoratori addetti alla consegna di pasti a domicilio. Naturalmente resta la domanda di fondo: le società coinvolte saranno in grado di assumere tutti i riders? Ci può essere un punto di accordo tra le posizioni estreme delle parti?

Stando a quanto previsto, ai lavoratori coordinati da una piattaforma digitale si potrebbe applicare un contratto di lavoro subordinato con un trattamento economico minimo non inferiore ai mini previsti dal contratto collettivo nazionale corrispondente o a quelli del contratto della categoria più affine. Nella bozza del decreto si dice che non è consentito retribuire a cottimo i lavoratori coordinati dalle piattaforme. Inoltre le società della gig economy dovrebbero informare i lavoratori sulle modalità di formazione di un rating reputazionale tramite l'algoritmo della piattaforma. Verrebbero introdotte ferie, malattie e maternità con compensi proporzionati a una indennità di disponibilità dovuta al lavoratore quando non ci sono consegne da fare. L'indennità sarebbe determinata dai contratti, ma non potrebbe essere inferiore a un importo fissato per decreto.

Lavoro eterodiretto?

Le aziende usano in genere contratti di collaborazione considerando autonomi i riders - e su questo il tribunale del lavoro di Torino ha dato ragione a Foodora circa due mesi fa - ma da più parti si sottolinea che si tratta di lavoro subordinato dato che c'è eterodirezione. In ogni caso sembra chiaro l'orientamento del governo nel decreto dignità che potrebbe arrivare nel Consiglio dei ministri entro la fine del mese.