Contratti nazionale lavoro scaduti 2019, aumento stipendi in automatico per legge.

di Marianna Quatraro pubblicato il

Prevista l'indicizzazione automatica in caso di disdetta anticipata e unilaterale del contratto da parte dell'impresa o per i contratti scaduti.

Contratti nazionale lavoro scaduti 2019,

Aumenti di stipendio per disdetta

Se la misura riuscirà a vedere la luce è tutto da scoprire perché gli interessi in gioco sono alti e le parti coinvolte sono già protagoniste di un acceso scontro dialettico. Ma le intenzioni sono chiare: aumentare gli stipendi nel caso di mancato rinnovo o di disdetta anticipata del contratto di lavoro. Con due particolari di primo piano: lo scatto in avanti nelle retribuzioni verrebbe previsto solo dal diciottesimo mese e si dovrebbe tenere conto nel calcolo dell'importo delle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo rilevato nell'anno precedente. Si tratterebbe dunque di una cifra variabile che considererebbe la contingenza economica.

Aumenti di stipendio per disdetta o per contratti nazionali (Ccnl) scaduti 2019

L'emendamento al disegno di legge sul salario minimo prevede dunque l'indicizzazione automatica in caso di disdetta anticipata e unilaterale del contratto da parte dell'impresa o per i contratti scaduti, ma tale meccanismo non verrebbe applicato ai contratti della pubblica amministrazione. In questo modo, spiegano i proponenti, verrebbero tutelati gli stipendi dei lavoratori. Il testo è in fase di elaborazione della versione definitiva in commissione Lavoro al Senato. Il tutto va inquadrato nell'ambito della proposta di innalzare a 9 euro lordi il salario minimo nei contratti.

Secondo i dati che circolano, sotto la fatidica soglia dei 9 euro lordi all'ora si collocano soprattutto gli apprendisti, gli operai, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, il noleggio, le agenzie di viaggio, i servizi di supporto alle imprese, le attività di servizi, le donne e i giovani al di sotto dei 29 anni. I settori meno coinvolti dall'introduzione del salario minimo sono invece quelli della fornitura dell'acqua, dei servizi di informazione a comunicazione, della fornitura di energia elettrica e gas, delle attività finanziarie e assicurative.

Salario minimo a 9 euro, per chi

Simulazioni alla mano, con il salario minimo è previsto un aumento in busta paga di circa 1.000 euro all'anno per quasi 3 milioni di lavoratori con contratto. A oggi, il 22% dei lavoratori dipendenti delle aziende private, a esclusione di operai agricoli e domestici, ha una retribuzione oraria inferiore a 9 euro lordi ovvero alla soglia individuata da uno dei disegni di legge sul salario minimo in discussione al Senato.

A dimostrazione della precarietà del sistema del lavoro, l'Inps calcola che il 9% dei lavoratori sia al di sotto degli 8 euro lordi all'ora. Non solo, ma anche il 40% intasca meno di 10 euro lordi all'ora, senza considerare che la quasi totalità dei lavoratori domestici percepisce meno di 9 euro.

Ecco dunque che alzando l'asticella del compenso minimo a 9 euro lordi all'ora, per l'Istat ci sarebbero quasi 3 milioni di lavoratori che riceverebbero poco meno di 1.100 euro in più nel corso dell'anno. I dubbi sono legati alla tenuta di questa misura, tenendo conto che secondo l'Istituto di statistica, per le imprese un aggravio dei costi strutturato in questo modo porterebbe a un taglio di circa l'1,2% del margine operativo lordo e allo 0,5% del valore aggiunto.

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