Contratto a termine può essere non rinnovato a causa del coronavirus. Leggi in vigore

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Contratto a termine può essere non rinno

Coronavirus, può essere non rinnovato contratto termine

Il rallentamento della produzione e il calo della domanda per via dell'emergenza coronavirus hanno infatti prodotto in molti comparti conseguenze preoccupanti sull'impiego delle risorse umane.

La diffusione del coronavirus ha portato a un vero e proprio stravolgimento del mondo del lavoro. Le regole classiche sono state superate ed è entrata in vigore una normativa d'emergenza con l'obiettivo di tutelare l'impatto economico e occupazionale.

Ma solo fino a un certo limite perché se i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato sono i più tutelati con la doppia possibilità di accedere alla cassa integrazione o a un bonus in busta paga in caso di prosecuzione dell'attività lavorativa, per i dipendenti con contratto a termine la questione è più critica.

Il rallentamento della produzione e il calo della domanda per via dell'emergenza coronavirus hanno infatti prodotto in molti comparti conseguenze preoccupanti sull'impiego delle risorse umane.

Meno ore lavorate significa successivamente meno lavoratori e a rischiare di più sono proprio quei dipendenti che hanno tutti i giorni davanti agli occhi la deadline ovvero il giorno di scadenza del contratto di lavoro. Ma fino che punto il coronavirus rappresenta un ostacolo reale? Scopriamolo insieme ed esattamente

  • Coronavirus, può essere non rinnovato contratto a termine
  • Leggi in vigore sui contratti a termine

Coronavirus, può essere non rinnovato contratto a termine

Sono numerosi i settori produttivi che hanno subito un calo della produzione in queste lunghe settimane di diffusione del coronavirus. Pensiamo ad esempio ai settori della ristorazione e del turismo che dovranno ancora a lungo fare i conti con questa inattesa situazione.

Le conseguenze non sono solo di carattere sanitario ed economico, ma anche occupazionale e più esattamente sono di due tipi: il blocco delle nuove assunzioni e il mancato rinnovo per i contratti a termine.

Il prolungamento temporale dell'emergenza sanitaria può infatti fare scattare il mancato rinnovo del personale con contratto in scadenza.

Si tratta di uno scenario concreto rispetto a cui non ci sono disposizioni che lo possono impedire. Nei grandi comparti di lavoro si sta cercando di raggiungere una intesa sulla proroga più agevole dei contratti a termine per i dipendenti, almeno fino al 30 settembre.

Da una parte verrebbe così salvaguardata l'esigenza aziendale della continuità lavorativa in vista della ripresa e dall'altra i dipendenti a tempo rimarrebbero in carreggiata senza ritrovarsi senza impiego.

Leggi in vigore sui contratti a termine

Le leggi in vigore non impediscono quindi di non rinnovare il contratto a termine nonostante il coronavirus.

Governo e parti sociali stanno cercando di contenere l'impatto della situazione attuale sui livelli occupazionali, in particolare sui contratti a tempo determinato, ma non ci sono imposizione per via della fase di instabilità che determina difficoltà da parte dell'azienda nel programmare i carichi di lavoro.

Non mancano però le proposte di dare la possibilità alle aziende che vorrebbero prorogare o rinnovare contratti a termine appena scaduti o in scadenza di farlo in deroga a quanto attualmente previsto.

La situazione va dunque seguita con molta attenzione e non sono da escludere novità nelle prossime settimane.

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