Controllare email privata sul lavoro è possibile o no. Rischi e conseguenze

di Marianna Quatraro pubblicato il

Cosa si rischia nel caso in cui si navighi sul web con strumenti non personali, come lo smartphone o il tablet, ma si utilizzano quelli del datore di lavoro?

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È possibile controllare mail privata sul lavoro?

Sono tanti i lavoro in ufficio o in azienda in cui il computer è centrale nello svolgimento delle proprie mansioni. Pensiamo ad esempio alla posta elettronica ricevuta e a cui rispondere oppure a un sito aziendale da gestire, a un portale di ecommerce o, ancora più semplicemente, a quegli impiegati amministrativi alle prese con i software per la contabilità o i database di qualunque tipo.

I casi sono praticamente infiniti e rispetto al passato dei dispositivi elettronici, fissi o mobile, non si riesce a fare a meno. Apprendiamo adesso che una dipendente di un'azienda è stata licenziata per avere consultate l'email personale nell'orario di lavoro e con il computer aziendale.

Si tratta di una regola o di una eccezione? Controllare email privata sul lavoro è possibile o no? Cosa si rischia nel caso in cui si navighi sul web con strumenti non personali, come lo smartphone o il tablet, ma si utilizzano quelli del datore di lavoro?

È possibile controllare la mail privata sul lavoro?

Prima di entrare nella normativa 2019 generale sul controllo della email privata e cosa si rischia nel caso in cui si navighi sul web con strumenti non personali ma si utilizzano quelli del datore di lavoro, vale la pena iniziare proprio dal caso della donna licenziata perché è esemplificativa dell'applicazione delle regole.

In sintesi, la lavoratrice dipendente è stata definitivamente allontanata perché sorpresa a controllare la posta elettronica personale e a navigare su siti web personali con il computer aziendale.

Il comportamento è saltata fuori solo nel momento in cui il dispositivo è stato infettato da un virus che si è poi diffuso sul resto dei computer aziendali provocando disagi a tutto l'ufficio. Per i tecnici informatici è stato un gioco da ragazzi risalire alla fonte originaria. Da lì in poi è emerso come ala donna trascorresse quasi tutti i giorni a navigare su siti che non avevano nulla a che fare con il lavoro per cui era pagata.

Cosa si rischia per il controllo email sul lavoro

A quel punto l'azienda ha proceduto alla risoluzione immediata del rapporto di lavoro per giusta causa, impugnando il codice disciplinare interno che vieta l'utilizzo di strumenti informatici aziendali per ragioni personali o comunque extralavorativi. Si è quindi rivelata inutile la difesa della donna davanti ai giudici a cui a proposto ricorso.

A suo dire il datore di lavoro non avrebbe potuto acquisire i dati dei collegamenti personali e oltretutto avrebbe violato le regole sui controlli a distanza.

La posizione dei togati, che richiama in parte quella sull'uso del cellulare al lavoro, si è però allineata a quella dell'azienda, secondo cui il comportamento della (ex) lavoratrici ha violato gli obblighi di correttezza e ha leso il rapporto di fiducia. E in precedenza il Garante della privacy aveva dato il via libero all'uso dei dati solo in sede giudiziaria.

E per quanto riguarda i controlli a distanza, per i giudici non si è trattato di sorveglianza durante il lavoro ma di un'operazione successiva per risolvere il problema del virus. E poi, altro dettaglio che ha influito nel licenziamento, due anni prima la donna era stata già sanzionata perché era andata a fare la spesa al mercato rionale durante l'orario di lavoro.

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