Conviene o non conviene il salario minimo in Italia per aumentare lo stipendio? I pro e contro

di Marianna Quatraro pubblicato il
Conviene o non conviene il salario minim

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Quali sono i casi in cui potrebbe risultare conveniente il salario minimo in Italia per rinnovo retribuzioni Ccnl e discussioni in corso

Conviene o non conviene il salario minimo in Italia per aumentare lo stipendio? Per dare un livello di vita dignitoso ai lavoratori e alle loro famiglie, come spiegato dall'Unione europea, ci si prepara ad introdurre il salario minimo, retribuzione minima da garantire ai lavoratori dipendenti, anche in Italia, soprattutto considerando che si tratta di uno dei pochi Paesi in Europa a non averlo ancora. Vediamo di seguito quali potrebbero essere pro e contro del salario minimo in Italia.

  • Salario minimo in Italia conviene o no
  • Salario minimo e aumenti stipendi in Italia 

Salario minimo in Italia conviene o no

L’Ue, pur approvando il salario minimo per tutti i paesi dell’Ue, non ne impone l’obbligo né fissa un importo che gli stessi Paesi devono adottare. Ogni Paese è libero di decidere il proprio salario minimo purchè, però, si parli di una cifra che contribuisca ad assicurare a tutti i lavori una qualità della vita dignitosa e accettabile.

Secondo i dati Inps però, sono più di cinque milioni i lavoratori dipendenti in Italia che guadagnano meno di 1000 euro al mese e 4,5 milioni quelli percepiscono meno di 9 euro lordi l’ora, mentre il testo del disegno di legge sul salario minimo in Italia, fermo in Senato, vorrebbe fissare il minimo contrattuale proprio a 9 euro l'ora lordi.

Con l’introduzione del salario minimo in Italia, ciò significherebbe che se si guadagna oggi meno di 9 euro lordi, non sarà più possibile perché il salario minimo prevederà l’erogazione base di una determinata somma e i lavori pagati meno saranno vietati per legge. Si tratta, dunque, di una misura che potrebbe certamente convenire, considerando i tanti contratti che pagano meno di 9 euro all’ora e quindi adottando il salario minimo dovranno prevedere necessariamente aumenti. 

D'altro canto, però, il valore medio delle retribuzioni contrattuali in Italia è di circa 12-14 euro lordi all'ora, quindi più di 9 euro, per cui il salario minimo potrebbe certamente convenire ai dipendenti con tutti quei Ccnl che prevedono meno di 9 euro all'ora ma soprattutto a quelle categorie di persone 'precarie' che percepiscono stipendi davvero irrisori nella maggior parte dei casi, come lavoratori occasionali, collaboratori, tirocinanti, ecc.  

Secondo le discussioni in corso, il salario minimo in Italia conviene non solo perché tende ad aumentare le retribuzioni base di alcuni Ccnl fermi decisamente sotto la soglia dei 9 euro pensati ma anche perché potrebbe servire come misura di contrasto al lavoro nero e ai contratti precari o atipici con poche garanzie.

Tuttavia, c’è chi ritiene che l’introduzione del salario minimo, aumentando il costo del lavoro per le imprese, potrebbe portare ad un aumento della disoccupazione, e chi, poi, ritiene non conveniente l’introduzione del salario minimo in Italia perché è vero che molti Ccnl fissano la retribuzione base oraria al di sotto dei 9 euro ma è anche vero che la maggior parte dei contratti collettivi nazionali di lavoro hanno un salario medio sui 12 euro all’ora, quindi più di 9 euro.

Salario minimo e aumenti stipendi in Italia 

L’introduzione del salario minimo in Italia sarebbe, dunque, vantaggioso, prevedendo aumenti degli stipendi, adeguati ed equi per garantire un tenore di vita dignitoso a tutti i lavoratori dipendenti e ridurre le disuguaglianze.

E, in generale, gli stipendi tenderanno ad aumentare fino a 9-12 euro lordi, per cui aumentando gli stipendi base per tutti, aumentano di conseguenza le retribuzioni.