Cosa deve fare chi non può andare a lavorare in ufficio per coronavirus

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Cosa deve fare chi non può andare a lavo

Coronavirus, cosa deve fare chi lavora distanza

Si tratta di un rapporto di lavoro che deve essere concordato dalle parti e prevede larga autonomia e assunzione di responsabilità da parte del dipendente.

Che la situazione abbia sconvolto la quotidianità lavorativa è davanti agli occhi di tutti perché termini come lavoro da remoto e smart working sono entrati nel vocabolario di tutti i dipendenti.

Tuttavia la situazione è ancora in divenire perché l'impatto del coronavirus sempre destinato ad allargarsi e, al di là del primario aspetto legato alla salute dei cittadini, occorre fare i conti con le conseguenze economiche così come quelle produttive e organizzative delle aziende.

La tendenze nelle zone del Paese con maggiori casi di infezione accertata è di spingere i lavoratori a operare da casa. Naturalmente per quanto è possibile ovvero nei limiti che comporta lavorare da remoto da un giorno all'altro.

C'è un aspetto che non va perso di vista: operare in regime di smart working non significa che vengono meno diritti e doveri. Sia il lavoratore e sia l'azienda sono infatti chiamati a rispettare le norme previste e senza eccezioni nonostante la situazione di emergenza.

Entriamo allora nei dettagli e scopriamo insieme quali sono diritti e doveri e più precisiamo vediamo in questo articolo

  • Coronavirus, cosa deve fare chi lavora a distanza
  • Trattamento dipendente che non può andare a lavorare in ufficio

Coronavirus, cosa deve fare chi lavora a distanza

A essere maggiormente colpita è fino a questo punto la regione più produttiva d'Italia e dunque quella che ha maggiore urgenza di intervenire in tempi rapidi nella riorganizzazione del lavoro per limitare i danni.

Nel momento in cui scriviamo, in Lombardia sono 116 episodi con tre positivi a Milano, 49 casi concentrati tra Lodi e provincia, 14 a Cremona, 6 a Pavia e 3 a Bergamo. Le stime riferiscono che l'impatto del coronavirus sul Pil dell'Italia potrebbe essere maggiore dello 0,2%.

Molte imprese hanno così scelto di fare ricorso allo smart working: sia per i dipendenti pubblici sia per quelli delle aziende private è possibile fare ricorso al lavoro da casa. Si tratta di un rapporto di lavoro che deve essere concordato dalle parti e prevede larga autonomia e assunzione di responsabilità.

A norma di legge si stratta di una modalità di svolgimento del lavoro che si avvale delle tecnologie dell'informazione nell'ambito di un contratto o di un rapporto di lavoro, in cui l'attività lavorativa viene svolta anche al di fuori dell'azienda.

Chi lavora a distanza svolge la sua attività in con attrezzature mobili che possono o meno essere di proprietà dell'azienda.

Trattamento dipendente che non può andare a lavorare in ufficio

E sempre a norma di legge, il lavoratore che svolge la prestazione non in ufficio per via del coronavirus ha diritto a un trattamento economico non inferiore a quello applicato nel caso di impiego esclusivo all'interno dell'azienda.

Lo stesso lavoratore, precisano le disposizioni aggiornate e in vigore, è tenuto a cooperare all'attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all'esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali.

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