Cosa fare se pagamento stipendio in ritardo

di Marianna Quatraro pubblicato il
Cosa fare se pagamento stipendio in rita

Stipendio in ritardo, cosa fare

La prima cosa che il lavoratore può fare nel caso di pagamento in ritardo è diffidare l'azienda a mettersi in regola ovvero a versare quanto gli spetta. E poi?

Anche adesso che il periodo più duro è ormai alle spalle si registrano numerosi casi di aziende che pagano in ritardo lo stipendio ai lavoratori. I disagi sono per tutti: per i dipendenti che non riescono a portare a casa il frutto economico del proprio impegno potrebbe avere difficoltà ad affrontare le spese di tutti i giorni e per i datori di lavoro che accumulano debiti su debiti.

Cerchiamo quindi di capire cosa fare se pagamento stipendio in ritardo, ricordando che, a meno di accordi particolari sempre possibili sulla base del Contratto collettivo nazionale di lavoro o di intese individuali, il versamento dello stipendio avviene con cadenza mensile.

  • Cosa accade se il pagamento stipendio è sempre in ritardo?
  • Sono previsti interessi?
  • Si tratta di un reato?
  • Ed è possibile presentare denuncia ai carabinieri per mancato pagamento stipendio?

Stipendio in ritardo, cosa fare

La regola di base che disciplina il rapporto tra lavoratore e azienda è fissata sia dalla Costituzione e sia dal Codice civile e prevede che il dipendente ha diritto alla retribuzione, proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e deve essere regolarmente retribuito in una data ben precisa.

Proprio questo è il punto centrale: il pagamento dello stipendio non è lasciato all'indeterminatezza ma deve essere saldato con scadenze ben precise, generalmente entro il mese successivo o, più precisamente, il decimo giorno del mese successivo a quello in cui è stata prestata l'attività lavorativa.

La prima cosa che il lavoratore può fare nel caso di pagamento in ritardo è diffidare l'azienda a mettersi in regola ovvero a versare quanto gli spetta in base al contratto. Oppure, più morbidamente, a sollecitarla al versamento degli arretrati.

In questi casi può procedere in autonomia ovvero senza ricorrere a un legale e quindi senza affrontare una spesa. Non serve quindi la denuncia ai carabinieri per mancato pagamento stipendio perché l'iter da seguire è differente.

Se non arrivano risultati occorre quindi procedere con la strada giudiziaria e il primo passo è tentare quella della conciliazione monocratica, gratuita e senza avvocato, per cui è sufficiente rivolgersi alla Direzione del Lavoro.

In caso di persistenza dell'inadempienza, il secondo passo è quello del decreto ingiuntivo del tribunale per cui è indispensabile farsi affiancare da un legale.

Ritardo pagamento stipendio dimissioni giusta causa

La seconda cosa che il lavoratore può fare nel caso di pagamento in ritardo è dimettersi per giusta causa. A differenza delle dimissioni senza giusta causa, il dipendente ha diritto al sussidio di disoccupazione per un importo variabile in base allo stipendio e alle settimane lavorate nel corso dell'anno.

Non solo, ma l'azienda è chiamata a versare il ticket di licenziamento e lo stesso dipendente può chiedere il risarcimento del danno morale subito oltre al versamento della retribuzione mancante, ma non degli interessi. Ma attenzione perché questa possibilità non si apre sempre e comunque.

In buona sostanza, come ribadito da alcune importanti sentenze in materia di lavoro, non basta il ritardo di qualche giorno o di poche settimane per ricorrere alle dimissioni per giusta causa. Anzi, in questo caso il suggerimento è di avere pazienza, soprattutto se l'azienda si trova in una situazione di difficoltà economica.

Non si tratta di giustificare l'inadempienza dell'azienda, ma piuttosto dell'impossibilità di dimettersi per giusta causa. Affinché lo si possa fare, gli arretrati in busta paga devono essere di almeno due mesi.

Ma, come ribadito, occorre fare innanzitutto riferimento al Contratto collettivo nazionale di lavoro. Pensiamo ad esempio al

  • Ccnl Commercio Terziario e Servizi
  • Ccnl Credito e Assicurazioni
  • Ccnl Scuola
  • Ccnl Meccanici
  • Ccnl Agricoltura e Allevamento
  • Ccnl Dirigenti Settore Privato
  • Ccnl Edilizia e Legno
  • Ccnl Istituzioni Private
  • Ccnl Spettacolo
  • Ccnl Giornalisti
  • Ccnl Enti Pubblici
  • Ccnl Trasporti
  • Ccnl Tessili
  • Ccnl Chimica
  • Ccnl Turismo
  • Ccnl Metalmeccanici
  • Ccnl Alimentari
  • Ccnl Marittimi

A chiudere il cerchio della casistica, nel caso di ritardo della consegna in busta paga, il datore di lavoro va incontro a una multa variabile in base al tempo accumulato: da 150 a 900 euro di base, fino al triplo se riguarda più mensilità, da 600 a 3.600 euro se sono coinvolti più di 5 lavoratori, da 1.200 a 7.200 euro nel caso di oltre 10 lavoratori o per un periodo superiore a 12 mesi.

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