Cosa succede se si ritorna tardi dalla pausa pranzo. Rischi e conseguenze

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Tornare tardi dalla pausa pranzo, cosa succede

Scopriamo perché tornare in ritardo dalla pausa pranzo può portare al licenziamento del lavoratore, a differenza di quanto accade con l'assenza ingiustificata.

Può capitare di allungare la pausa pranzo, magari perché al bar frequentato incontriamo un amico che non vedevamo da tempo o un collega con una questione in sospeso. Spesso e volentieri la distrazione gioca brutti scherzi, ma in questo caso la posta in palio è molto alta. Se si ritorna tardi dalla pausa pranzo il rischio è infatti il licenziamento. Proprio così: a differenza di altri di altri comportamenti sanzionabili, le conseguenze sono particolarmente gravi.

Il suggerimento è allora quello di avere sempre un orologio a portata di mano. Ma scopriamo e scopriamo perché se alla pausa pranzo ritorno al lavoro più tardi, il rischio che si corre è quello massimo.

Tornare tardi dalla pausa pranzo, cosa succede

La situazione più comune nel caso di ritorno in ritardo dalla pausa pranzo è trovare sulla propria scrivania una lettera di richiamo del datore di lavoro o comunque del responsabile. Si tratta del passaggio preliminare all'irrogazione di una eventuale sanzione disciplinare. Succede infatti che al lavoratore viene fatta presente la sua mancanza e in contemporanea gli sono assegnati cinque giorni di tempo per difendersi.

A quel punto l'azienda può muoversi in due modi: il più drastico è il licenziamento, quello più morbido non prevede la perdita del posto di lavoro bensì un provvedimento intermedio, come il trasferimento, l'ammonizione scritta, la sospensione dal servizi o una multa. Si tratta delle cosiddette sanzioni conservative.

Va da sé che la decisione sulla misura da adottare deve essere proporzionata al tipo di comportamento commesso, anche e soprattutto quando di mezzo ci sono conseguenze più dure, come il trasferimento in un'altra sede, oppure la più pesante di tutte, come il licenziamento. Il datore di lavoro può muoversi solo fino a un certo punto con la massima discrezionalità perché deve muoversi sempre nel rispetto delle leggi 2019 in vigore e del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Tradotto in termini pratici significa che la sanzioni non può in alcun caso essere maggiore rispetto a quella massima stabilita dal contratto per le stesse circostanze ma può comunque essere inferiore.

Pensiamo ad esempio all'assenza ingiustificata ovvero al lavatore che si presenta sul posto di lavoro senza darne comunicazione. Al contrario di quanto si possa immaginare e al netto di casi particolare, è considerato illegittimo dalla Corte di Cassazione il licenziamento del lavoratore assente ingiustificato. Perfino se il comportamento si protrae fino a tre giorni. Ben diverso è il caso del ritorno in ritardo dalla pausa pranzo. Il rischio a cui si va incontro è proprio quello del licenziamento.

Rischi e conseguenze ritorno in ritardo dalla pausa pranzo

Per la Corte di Cassazione il ritorno in ritardo dalla pausa pranzo può prevedere la punizione massima e dunque il licenziamento. La decisione può sorprendere, soprattutto se paragoniamo questa circostanza con l'assenza ingiustificata, ma per i giudici è più grave il comportamento di chi risulta falsamente in servizio perché crea un danno all'azienda anziché quello di chi apertamente non si reca al lavoro.

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