Dipendenti pubblici, impronte digitali al posto del badge e videocamere. Nuovo regolamento

A stanare i furbetti ci pensano è il sistema di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti della pubblica amministrazione e i sistemi biometrici.

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In ufficio si accederà allo stesso modo di come si sblocca lo smartphone: con l'impronta digitale. Il cambiamento epocale per i dipendenti pubblici è pronto per essere introdotto perché il regolamento attuativo sulle impronte digitali per la verifica degli accessi al lavoro dei dipendenti pubblici e la prevenzione dell'assenteismo è stato già formalmente definito. L'intenzione del Ministero della Funzione Pubblica è la prevenzione a monte dei cosiddetti furbetti del cartellino anziché delle sanzioni.

Controlli dipendenti pubblici 2019, come funzionano ed esenzioni

Arriva l'accensione del semaforo verde al ddl Concretezza da parte del Senato. La lotta ai cosiddetti furbetti del cartellino passa dall'istituzione del Nucleo della concretezza per l'efficienza amministrativa presso il dipartimento della Funzione Pubblica. A stanare chi timbra il cartellino di presenza per poi andare via è il sistema di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti della pubblica amministrazione.

E in via progressiva trovano spazio anche i sistemi biometrici ovvero le impronte digitali. Il ddl Concretezza contiene misure precise, ma adesso è pronto anche il regolamento attuativo. Non tutti i dipendenti pubblici sono coinvolti da queste nuove regole perché sono esclusi gli insegnanti, i magistrati, gli avvocati, i procuratori dello Stato, i prefetti, i docenti universitari, il personale militare e delle forze armate.

Dal punto di vista procedurale si attende il via libera del Garante della Privacy al regolamento, a cui dovrà seguire quello della Conferenza Unificata del Consiglio di Stato. Insomma, l'appuntamento definitivo non arriverà prima dell'autunno.

I 4 famosi casi dei furbetti del cartellino

Da Nord a Sud sono stati troppi i casi che hanno coinvolti i cosiddetti furbetti del cartellino che hanno spinto il governo ad approvare misure drastiche contro gli assenteisti. A Nuoro, ad esempio, 18 dipendenti civili dell'ex Artiglieria sono sotto indagine per truffa aggravata ai danni dello dello Stato. Gli investigatori contestano gli orari registrati nel badge dei dipendenti del Ministero della Difesa, degli impiegai amministrativi e dei tecnici, tutti con differenti incarichi e qualifiche.

A Palermo la Compagnia dei carabinieri di Cefalù sta indagando sugli impiegati del Comune di Castelbuono e sui lavoratori socialmente utili del Comune di Collesando. Le accuse coinvolgono 15 impiegati assenteisti (ma non formalmente), per la cui scoperta è stata necessaria la segnalazione di un impiegato ligio al dovere. Sono invece 44 i dipenenti del Comune di Sulmona accusati a vario titolo di truffa aggravata, false attestazioni o certificazioni nell'utilizzo del badge.

Il caso più famoso è certamente quello del Comune di Sanremo con 271 dipendenti indagati, di cui 35 arrestati. Le scene riprese dalle telecamere nascoste sono tragicomiche: oltre agli addetti alla timbratura che utilizzavano 4 o 5 cartellini, c'è chi arrivava in ciabatte per poi tornare a casa, chi timbrava con il casco prima di risalire sulla moto e chi cedeva il cartellino ai colleghi per la timbratura.

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di Marianna Quatraro pubblicato il