Estensione cassa integrazione per coronavirus a chi spetta e per quanti mesi. Nuova durata in Decreto Maggio

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Estensione cassa integrazione per corona

Coronavirus, a chi spetta estensione cassa integrazione

Il governo ha quindi deciso di prevedere una proroga di 9 settimane degli ammortizzatori sociali, ma cambia la modalità della richiesta che viene suddivisa in due tranche.

Cambia la cassa integrazione per coronavirus con il decreto di maggio. Questo strumento di sostegno al reddito e l'assegno del fondo di integrazione salariale sono infatti oggetto di una estensione.

Con l'Istituto nazionale della previdenza sociale a gestire le pratiche e dunque a fare da collante tra imprese e lavoratori, le nuove norme prevedono la concessione di altre 9 settimane che si aggiungono e non si affiancano alle 9 già previste dal primissimo decreto governativo ovvero il Cura Italia.

E per capire quanto questa soluzione sia richiesta dalle imprese, basti pensare che fino a questo momento hanno raggiunto la soglia di 8 milioni i lavoratori che hanno presentato domanda.

Il governo ha quindi deciso di prevedere una proroga di 9 settimane degli ammortizzatori sociali, ma cambia la modalità della richiesta che viene suddivisa in due tranche ovvero 5 e 4.

Sempre con il decreto di maggio viene semplificata la procedura della cassa integrazione in deroga affinché sia pagata entro 30 giorni e non sia oggetto dei soliti ritardi. Analizziamo tutto tra

  • Cassa integrazione, nuova durata in decreto maggio
  • Coronavirus, a chi spetta estensione cassa integrazione

Cassa integrazione, nuova durata in decreto maggio

Come cambia la cassa integrazione con il decreto del mese di maggio? Qual è la nuova durata di cui imprese e lavoratori devono tenere conto?

Come abbiamo visto ci sono 9 settimane aggiuntive per gestire il periodo di emergenza lavorativa provocato dalla diffusione del coronavirus.

Di queste ulteriori 9 settimane, 5 si potranno utilizzare fino alla fine di agosto mentre le ultime 4 esclusivamente nei mesi di settembre e ottobre.

Il governo fissa quindi limiti temporali ben precisi e allo stesso tempo i datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività possono chiedere il trattamento di cassa integrazione per coronavirus per un massimo di 14 settimane fruibili dal 23 febbraio al 31 agosto e dunque conteggiando le settimane introdotte dal decreto Cura Italia e se servirà potranno poi chiedere 4 settimane dal primo settembre al 31 ottobre.

C'è anche una novità procedurale aggiuntiva da segnalare ovvero la fissazione di scadenze per ogni passaggio per assicurare i pagamenti da parte dell'Inps più rapidamente ovvero entro un mese e mezzo dalla domanda.

Coronavirus, a chi spetta estensione cassa integrazione

A poter accedere alla cassa integrazione sarà un ampissimo numero di imprese, comprese quelle industriali e artigiane dell'edilizia, addette agli impianti elettrici e telefonici, dell'industria boschiva, forestale e del tabacco, manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell'energia, acqua e gas.

Ma anche cooperative agricole, zootecniche e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli e cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quella degli operai delle imprese industri.

Il tutto senza tenere conto della soglia delle 52 settimane nel biennio mobile, del limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile e di quello di un terzo delle ore lavorabili.

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