Fca, D'Agostino, posti lavoro priorità. Positive vendite Ue. E Italia?

Ancora situazione molto incerta su più punti come speficica D'Agostino per Fca che chiede chiarezza a Marchionne

Fca, D'Agostino, posti lavoro priori

Fca, D'Agostino: priorità i posti di lavoro


Il sindacalista D'agostino si pone in una posizione chiara e netta e spiega le sue preoccupazione dopo anche quanto deciso che abbiamo spiegato della cassaintegrazione e una situazione in generale oco chiara sui modelli che saranno costruiti in Italia. E anche i nuovi modelli preoccupano.
 

In politica qualche tempo fa, si utilizzava l’espressione “Piazze piene, urne vuote” per provare a spiegare quello strano fenomeno che consiste nella non corrispondenza tra l’entusiasmo mostrato da potenziali elettori durante le iniziative di piazza che infiammano di solito le campagne elettorali e il risultato deludente del voto stesso. Con le dovute differenze questo slogan potrebbe essere adattato anche ai lavoratori, anche impiegati, della Fca che se da un lato registra un buon andamento delle vendite delle proprie autovetture, dall’altro farà nuovamente ricorso alla cassa integrazione anche nel mese di Aprile. Questo è quello che ha reso noto la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, aggiungendo che il provvedimento è stato preso per diverse realtà torinesi del Gruppo. La situazione, come è evidente, peggiora dunque per migliaia di dipendenti.

Fca, cassa integrazione Aprile

Che le cose non stiano poi tanto bene per i lavoratori Fca non lo dimostra solo la cassa integrazione prevista ad aprile. Anche il piano industriale per alcuni stabilimenti, come ad esempio quello di Pomigliano d’Arco, non è così chiaro. Come le prospettive per i lavoratori ormai abituati, purtroppo, a fare i conti con questa incertezza. Il caso in questione riguarda nello specifico 614 lavoratori del Centro Ricerche di Orbassano, 562 della Purchasing srl di Mirafiori e 224 di Mopar di None e Volvera.

Tutti stabilimenti torinesi dunque. La cassa integrazione è prevista per quattro giorni ad aprile: il 9, il 26, il 27 ed il 30 e questi lavoratori si aggiungono, come già accennato, agli oltre seimila addetti degli Enti Centrali. E anche in questo caso, si tratta per la maggior parte dei casi di impiegati piuttosto che di operai. A testimoniare che la situazione peggiora anche per una categoria di lavoratori, gli impiegati appunto, ritenuta quasi immune da questo genere di provvedimenti. Un quadro che i sindacati stentano a definire normale.

Cassa integrazione per migliaia di lavoratori

Questo provvedimento di cassa integrazione per migliaia di lavoratori, anche e soprattutto di impiegati in questa circostanza segue al provvedimento analogo attivato lo scorso dicembre e a marzo 2018. Quello che più non convince il sindacato dei lavoratori metalmeccanici della Cgil, ovvero la Fiom, è che questi provvedimenti vengono presi in un clima davvero surreale visto che in fabbrica si attende, un po’ come succede con un qualsiasi Messia, l’agognato investor day di giugno. Ma fino ad allora i lavoratori, e questa è una chiara richiesta della Fiom hanno diritto a conoscere con precisione il futuro aziendale. A maggior ragione dopo che hanno sostenuto davvero enormi sacrifici per tenere in piedi la baracca.

Attesa per comunicazione piano ufficiale

Mentre Sergio Marchionne chiuse l’operazione di fusione tra Fiat e Chrysler, c’era qualcuno che storceva il naso. Ma a distanza di qualche anno la straordinaria capacità visionaria del manager italiano è stata premiata dai risultati visto che quell’operazione ha permesso all’azienda automobilistica italiana di riprendere vigore ed evitare la scomparsa. Un destino che sarebbe stato ineluttabile analizzando l’evoluzione di un mercato che vede competere gruppi sempre più grandi. Il successo di Fca è conclamato dal piano industriale in preparazione e che mostrerà al mercato un’azienda dinamica e in piena forma che proverà a conquistare altre fette di mercato grazie ai suoi modelli che hanno fatto dell’innovazione la priorità assoluta. La Jeep, in questo processo sarà in prima fila.

Sembra passato un secolo dai tempi in cui la Fiat rischiava grosso. Un’azienda che appariva ormai decotta, incapace di mutare pelle e di adattarsi alle novità di un mercato che concedeva sempre meno ai piccoli gruppi industriali nazionali, residuato di quel capitalismo novecentesco inghiottito da una globalizzazione spietata che poi è quella che governa ancora l’economia globale. L’intuizione e la capacità manageriale di Sergio Marchionne impedì che quel destino si compisse ed oggi, grazie alla fusione con Chrysler Fca è una delle aziende più solide nel panorama internazionale.

Più solida e anche più dinamica come dimostrano le novità contenute nel piano industriale in preparazione. A partire, per esempio dal nuovo modello della Jeep Cherokee, sempre in prima fila nella stagione del riscatto o regionali come l’inedita interpretazione del robusto pick-up Ram 1500. Modelli destinati ad ampliare il raggio d’azione del più internazionale dei brand di Fca, che si affaccia nel 2018 puntando a vendere oltre due milioni di vetture.

Marchionne parlando a Detroit in occasione di uno dei saloni per l’auto più importanti del mondo ha sottolineato che il successo di Jeep, sempre in prima fila nella strategia di rilancio dell’azienda italiana diventata una multinazionale, è uno dei principali fautori dell’indipendenza di Fca da legami con altri gruppi automobilistici e che l’azzeramento del debito è a portata di mano ma, soprattutto, ha aggiunto il capitolo riguardante Ferrari che, nel 2020 darà alla luce il suo primo Suv.