Ferie arretrate non godute, due ultime settimane da ora per non perderle. Regole e normative

Se entro la fine di queste mese il lavoratore non fruisce delle due settimane di ferie non godute risalenti al 2017 le vedrà inesorabilmente sfumare.

Ferie arretrate non godute, due ultime s

Ferie arretrate non godute si perdono

I calcoli sulle ferie arretrate non godute sono presto detti. Sulla base delle regole 2019 in vigore, ciascun lavoratore ha diritto ad almeno 4 settimane di riposo nel corso dell'anno, ma da fruire secondo un calendario ben preciso. Due settimane di ferie vanno godute in modo (possibilmente) continuativo entro lo stesso anno di maturazione, essendo legate ai giorni effettivi di lavoro. Per le altre due settimane, le normative 2019 sulle ferie assegnano invece maggiore flessibilità perché possono essere fruite entro un anno e mezzo ovvero 18 mesi dalla loro maturazione.

E se non vengono le ferie arretrate non vengono godute si rischia di perderle e il datore di lavoro di andare incontro a multe. Proprio così, entriamo nel dettaglio delle regole 2019 sulle ferie non godute.

Ferie arretrate non godute si perdono

Calendario alla mano c'è allora una data da segnare sul calendario ed è il 30 giugno 2019. Se entro la fine di queste mese il lavoratore che avanza due settimane di ferie non godute risalenti al 2017 (e dunque a 18 mesi fa) non si concederà questo periodo di riposo, lo vedrà inesorabilmente sfumare. E lo stesso criterio va applicato anno dopo anno. In buona sostanza, per le ferie maturate nel corso del 2019 (4 settimane nel caso di impiego per tutti i 12 mesi) c'è tempo fino al 30 giugno 2021 per la fruizione completa.

Oltre alla beffa per il lavoratore che perde un'occasione di riposo - se desiderata, intendiamoci - c'è anche il danno. Perché se le ferie "saltano" per volontà del datore di lavoro, ecco che scatta la sanzione fino a un massimo di 4.500 euro.

Più precisamente è prevista una scala di sanzione in base alla durata dell'irregolarità e al numero di lavoratori coinvolti. Se la violazione dura da almeno 4 anni e coinvolge più di 10 lavoratori, la multa va da 800 a 4.500 euro; se la violazione dura da almeno 2 anni e coinvolge più di 5 lavoratori, la multa va da 400 a 1.500 euro. Al di fuori da questi due casi, va da 100 a 600 euro per ogni lavoratore. Ma cosa succede se è lo stesso lavoratore a non voler andare in ferie retribuite? Spetta al datore di lavoro stabilire la collocazione delle ferie retribuite nel rispetto del contratto collettivo e norme in vigore.

Monetizzazione ferie non godute

In fine dei conti è la stessa Costituzione che stabilisce il diritto irrinunciabile dei lavoratori alle ferie. Secondo il comma 3 dell'articolo 36 "il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi". La sola eccezione è rappresentata dalle ferie oltre le quattro settimane sulla base del contratto collettivo di categoria ovvero i casi personali del lavoratore.

Nel caso di dimissioni o licenziamento o di svolgimento dell'attività con part time verticale, ad esempio, il periodo di ferie è inferiore alle quattro settimane. In linea di massima, per ogni mese lavorato per intero maturano 2,167 giorni di ferie. Normative 2019 alla mano, le assenze non possono di regola essere monetizzate ovvero non possono essere sostituite da una indennità.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il