Ferie e permessi in telelavoro cambiano o no. Come si maturano e si richiedono

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Ferie e permessi in telelavoro cambiano

Telelavoro, cambiano ferie e permessi o no

Il telelavoro si identifica con il lavoro al di fuori dell'ufficio e in una sede determinata mentre lo smart working è il lavoro agile a tutti gli effetti.

Il punto di partenza da non perdere mai di vista quando si parla di telelavoro è la parità di trattamento con i dipendenti che continuano invece a esercitare la propria attività in azienda. Ma naturalmente lavorare a distanza comporta modalità e specificità inevitabili così come obiettivi differente.

Che si tratti di smart working o telelavoro, lo scopo è introdurre nuove forme di organizzazione per incoraggiare una gestione del lavoro orientata ai risultati. Ma anche per conciliare al meglio i tempi di vita con quelli di lavoro.

La chiave per riuscirci è l'introduzione delle nuove tecnologie e di reti di comunicazione pubblica, sempre nel rispetto delle norme sul lavoro in vigore in Italia, da quelle generali a quelle particolari contenute nei Ccnl, anche in riferimento a ferie e permessi.

Ricordando che è sempre indispensabile l'accordo tra datore di lavoro e dipendente, il telelavoro si identifica con il lavoro al di fuori dell'ufficio e in una sede determinata mentre lo smart working è il lavoro agile a tutti gli effetti con piena indipendenza sulle modalità. Vediamo in questo articolo:

  • Telelavoro, cambiano ferie e permessi o no
  • Come si maturano e richiedono ferie e permessi

Telelavoro, cambiano ferie e permessi o no

Telelavoro o presenza fisica in azienda non fa alcuna differenza perché alla base del rapporto di lavoro subordinato c'è la parità di trattamento.

Non solo in riferimento allo stipendio ma anche di ferie e permessi. Di conseguenza chi lavora a distanza è soggetto alle stesse condizioni. A un dipendente a tempo pieno che ha lavorato per tutto l'anno ovvero che non ha iniziato o interrotto l'attività nel corso di un anno spettano 4 settimane di ferie retribuite.

Di queste, 2 vanno godute nell'anno di svolgimento, preferibilmente in forma consecutiva, e le altre 2 nei successivi 18 mesi.

Il datore di lavoro non può negare le ferie ai dipendenti in telelavoro e in caso di inosservanza delle norme e dunque di mancata concessione delle ferie, è soggetto a sanzioni da 100 a 600 euro per ciascun dipendente per cui è commessa la violazione, da 400 a 1500 euro se sono coinvolti più di 5 lavoratori, da 800 a 4.500 euro se sono interessati più di 10 lavoratori.

Lo stesso trattamento si applica anche in riferimento ai permessi per il lavoratore, retribuiti o meno.

Come si maturano e richiedono ferie e permessi

Ferie e permessi si maturano quindi con il tempo e, al di là delle normativa generale, il punto di riferimento è il contratto di categoria applicato tra Marittimi, Chimica, Edilizia e legno, Terziario e Servizi, Agricoltura e Allevamento, Enti e Istituzioni Private, Poligrafici e Spettacolo, Trasporti, Meccanici, Alimentari, Enti Pubblici, Tessili, Credito e assicurazioni.

Ferie e permessi vanno chiesti e concordati con il datore di lavoro, con quest'ultimo che può negarli solo in pochi e ben delimitati casi, come imprescindibili ragioni organizzative.

Ad esempio se un altro dipendente ha scelto il medesimo periodo per assentarsi. Il rispetto dei tempi per chiedere un permessi e ferie è fondamentale per il corretto svolgimento dell'attività aziendale.

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