Ferie negate, cosa fare in caso di rifiuto. E quando è legittimo e valido

di Marianna Quatraro pubblicato il
Ferie negate, cosa fare in caso di rifiu

Quando è legittimo negare le ferie

Spetta al datore di lavoro stabilire quando il dipendente può andare in ferie. Tuttavia non può negare la fruizione di questo diritto. Cosa c'è da sapere.

Con una certa periodicità la questione delle ferie torna al centro dell'attenzione perché la normativa di base di questo istituto è piuttosto chiara, ma sono spesso i dettagli a fare la differenza. A chi ad esempio è mai capitato di vedersi negate le ferire dal datore di lavoro?

E se alcun lavoratore tra i nostri lettori si è trovato in questa situazione, cosa farebbe se la propria azienda dicesse no alla richiesta di assentarsi per alcuni giorni, così come da contratto di lavoro?

Le risposte arrivano da due fonti ben precise. Da una parte ci sono appunto le regole sul lavoro che precisano il perimetro delle ferie e dunque cosa possono fare e non fare lavoratore e datore di lavoro. Dall'altra ci sono anche le sentenze dei tribunali che a più riprese si sono espressi sulla materia. Vediamo quindi nel dettaglio

  • Quando è legittimo negare le ferie
  • Cosa fare in caso di rifiuto delle ferie

Quando è legittimo negare le ferie

Precisiamo subito che spetta al datore di lavoro stabilire quando il dipendente può andare in ferie. Il lavoratore può comunicare il periodo in cui preferirebbe assentarsi, ma è l'azienda a dover dare l'assenso. Il pratica il dipendente non può scegliere in piena autonomia il periodo delle ferie perché deve tenere conto delle esigenze aziendali.

E se dovesse comunque assentarsi va incontro a tutte le sanzioni del caso, sia quelle disciplinari e sia quelle economiche fino ad arrivare al licenziamento in tronco. Ma allo stesso tempo il datore di lavoro deve motivare il rifiuto alla richiesta del lavoratore e non può negare la ferie in senso assoluto. In sintesi può solo individuare un periodo differente.

Resta infatti il diritto del dipendente a godere di una quantità di ferie rapportata ai giorni di lavoro nel corso dell'anno. In pratica in caso di lavoro a tempo pieno per tutto l'anno, le ferie sono pari a 4 settimane.

Norma alle mano, almeno due settimane vanno fruite nel corso dell'anno di maturazione e preferibilmente in maniera continuativa. Le altre due possono essere godute anche in modo frazionato ed entro 18 mesi dal termine dell'anno di maturazione.

Cosa fare in caso di rifiuto delle ferie

Come sottolineato, le ferie sono un diritto del lavoratore e la mancata fruizione comporta un danno e il dipendente può chiedere il risarcimento del danno biologico ed esistenziale, pretendere il godimento dei periodi maturati ma non fruiti.

Se il datore di lavoro rifiuta la concessione delle ferie anche quando non ci sono valide argomentazioni per dire no ovvero l'assenza del dipendente non comporta alcun danno organizzativo, ecco che diventa possibile bussare alle porte della Direzione territoriale del lavoro.

L'esito della controversia è duplice: se la ragioni del dipendente sono condivise, viene riconosciuto il dirotto alle ferie e allo stesso tempo scatta una multa al datore di lavoro fino a 780 euro euro.

Ma attenzione, perché se le tesi non sono accolte, il dipendente perde il diritto alla monetizzazione delle ferie maturate nel tempo e non godute.

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