Ferie non godute, indennità retributiva. Quali e come devono essere pagate. Nuove regole

L'improvvisa accelerazione nel dibattito sull'indennità per ferie non godute che ha carattere retributivo prende le mosse da una recentissima ordinanza della Corte di cassazione.

Ferie non godute, indennità retributiva.

Ordinanza della Corte di Cassazione

Qual è la natura giuridica dell'indennità sostitutiva delle ferie? Retributiva o risarcitoria? La domanda non solo è inevitabile, ma interessa una larghissima platea di destinatari alla luce delle tante implicazioni che ha: previdenziale, computo del trattamento di fine rapporto; applicazione del termine di prescrizione, liberazione dall'obbligazione quando il godimento delle ferie è divenuto impossibile non per responsabilità del datore di lavoro, concezione dell'obbligazione feriale come obbligazione alternativa o come obbligazione avente un unico oggetto. A cercare di fare chiarezza ci ha adesso pensato la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con un approfondimento sulla natura dell'indennità sostitutiva delle ferie, considerate un diritto da correlare alla persona e che riguardano sia la qualità della vita sia il rispetto degli equilibri contrattuali.

L'ultima ordinanza della Corte di Cassazione

L'improvvisa accelerazione nel dibattito sull'indennità per ferie non godute che ha carattere retributivo prende le mosse da una recentissima ordinanza con cui la Corte di cassazione, sezione Lavoro, ha messo nero su bianco (ancora una volta, verrebbe da ricordare) che che l'indennità sostitutiva delle ferie, erogata quale corrispettivo dell'attività resa in un periodo feriale, ha proprio questo carattere. E la ragione è facilmente intuibile: si tratta del corrispettivo dell'attività resa in un periodo che avrebbe dovuto essere destinato al riposo. Di conseguenza è assoggettabile alla contribuzione previdenziale. La nota giurisprudenziale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro si è però resa necessaria alla luce di qualche incertezza interpretativa di una precedente pronuncia della Corte, secondo cui l'indennità sostitutiva delle ferie e dei riposi settimanali non goduti abbia natura risarcitoria e non retributiva.

Assoggettabili alla contribuzione previdenziale

Per i giudici della Cassazione non c'è adesso alcun dubbio che la disposizione contenuta nel terzo comma dell'articolo 36 della Costituzione ("Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa") garantisce la soddisfazione di primarie esigenze del lavoratore, dalla reintegrazione delle sue energie psico-fisiche allo svolgimento di attività ricreative e culturali, che una società evoluta apprezza come meritevoli di considerazione.

Come viene ricordato nella nota giurisprudenziale della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, la Suprema Corte ha perciò stabilito che l'indennità sostitutiva delle ferie è il corrispettivo dell'attività resa in un periodo che avrebbe dovuto essere destinato al riposo, ritenendo che abbia carattere retributivo e goda della garanzia a favore delle prestazioni effettuate con violazione di norme poste a tutela del lavoratore, con conseguente assoggettabilità alla contribuzione previdenziale. Il tutto in attesa di un nuovo chiarimento.

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di Luigi Mannini pubblicato il