Ferie, pagamento per quello non godute. Nuove regole più ampie da Sentenza Cassazione

di Marianna Quatraro pubblicato il
Ferie, pagamento per quello non godute.

Ferie non godute possono essere pagate

C'è un aspetto di fondo su cui la Corte di Cassazione ha fatto chiarezza: come fare a dimostrare le ferie non godute? E possono essere monetizzate?

La questione torna spesso al centro dell'attualità ogni anno di questi tempi: le ferie non godute possono essere pagate o monetizzate? Non si tratta di una scelta discrezionale del datore di lavoro o del lavoratore, ma di una precisa disposizione di legge, valida anche nel 2019, che si affianca alle altre su calcolo dei giorni di ferie, sulla durata minima, sul rapporto tra festività e ferie, sulle ferie non godute, sulla retribuzione e pagamento ferie e sui casi in cui non si maturano ferie. Il punto di partenza è che il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie di almeno quattro settimane.

Ferie non godute possono essere pagate o monetizzate?

Norme 2019 alla mano, ciascun lavoratore ha diritto a un minimo di 4 settimane di ferie all'anno. Di queste, 2 settimane devono essere consumante entro l'anno di maturazione, le altre 2 entro i 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione. Ebbene, le quattro settimane di ferie non possono essere monetizzate ovvero non possono sostituite da una indennità a meno di una risoluzione del rapporto di lavoro.

Le ferie sono stabilite nei contratti collettivi e articolate secondo alcuni principi ben precise. Sono infatti maturate durante il rapporto lavorativo secondo gli accordi contrattuali e in caso di mancata fruizione il datore di lavoro è sottoposto a sanzioni dall'importo variabile. Più esattamente variano da 100 a 600 euro per ciascun lavoratore cui è riferita la violazione, da 400 a 1500 euro se la violazione comprende più di 5 lavoratori, da 800 a 4.500 euro se sono coinvolti più di 10 lavoratori.

Come fare a dimostrare le ferie non godute? Nuove regole da Sentenza Cassazione

C'è un aspetto di fondo su cui la Corte di Cassazione ha fatto chiarezza: come fare a dimostrare le ferie non godute? La decisione dei giudici appare di una semplicità tale da rivelarsi quasi sorprendente: il punto di riferimento è la busta paga. Basta cioè la semplice consultazione di questo documento per verificare la situazione aggiornata ed eventuali contestazioni del datore di lavoro devono basarsi su quanto indicato nella busta paga.

La stessa Corte di Cassazione ha risolto la contesa tra una dipendente e un datore di lavoro, costretto a versare 9.984 euro a titolo di indennità sostitutiva per ferie, permessi e festività non godute, proprio richiamando questo presupposto. Secondo i giudici, spetta proprio al datore di lavoro dimostrare l'assenza delle condizioni che giustificano l'applicazione delle tutele in materia di lavoro.

In ogni caso, sono valutabili come periodo di maturazione ferie assenze dal lavoro come la gravidanza e il puerperio, la malattia o l'infortunio sul lavoro, la fruizione del periodo di congedo matrimoniale, lo svolgimento di funzioni presso seggi elettorali,. Non sono invece valutabili assenze per permessi e aspettative non retribuiti, per usufruire di un periodo di aspettativa per ricoprire funzioni pubbliche o cariche sindacali, per malattie del bambino, per congedo parentale, per malattia e infortunio sul lavoro.

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