Giappone: robot, aziende li assumono sempre più. Subito 3 milioni di posti di lavoro a rischio in Italia

Pro o contro dell'eccessiva automazione del lavoro delle aziende. Ma l'assunzione di robot e la sostituzione dell'uomo sono già diventati fatti reali anche in Italia.

Giappone: robot, aziende li assumono sem

Giappone: robot assunti da aziende


L'incubo di milioni di lavoratori sembra realizzarsi piano piano. E le notizie che vengono dal Sol Levante non fanno certo stare tranquilli. Ormai l'assunzione di robot da parte di aziende è realtà e non solo in Giappone. In Italia sarebbero a rischio già tre milioni di posti di lavoro. Come evitare allora l'ennesima sciagura sociale?

Lo scenario disegnato può essere preoccupante o benaugurante a seconda dei punti di vista. Nel giro di pochi anni assisteremo a una vera e propria invasione di robot nei posti di lavoro. E sarà così pronunciata da bruciare tanta occupazione. Tradotto: molti lavoratori rimarranno a casa. I primi segnali del cambiamento stanno già arrivando dal Giappone, in cui le spese sostenute dalle azienda per aumentare il livello medio di occupazione sono schizzate alle stelle. Da quelle parti, in realtà, le ragioni vanno cercate non solo nel tentativo di risparmiare nel lungo periodo, quanto piuttosto nella difficoltà a trovare manodopera specializzata. Anche in Europa, Italia compresa, il trend è il medesimo. Il ritmo è decisamente più blando, ma stando alle stime più recenti, sono a rischio tre milioni di posti di lavoro.

C'è poi l'altra faccia della medaglia, quella riempita da chi crede che questa maggiora automazione rappresenti un'opportunità per la crescita e non rappresenti altro che la naturale evoluzione del mercato del lavoro. Già in passato è successo e le preoccupazioni sono cadute nel vuoto. Chi ad esempio ricorda i famosi luddisti ai tempi della rivoluzione industriale e i loro raid per distruggere i macchinari nelle fabbriche? C'è in realtà un altro aspetto di cui tenere conto, solo accennato dallo studio dell'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro,illustrato al Festival del lavoro, che ha aperto i battenti al Lingotto Fiere, a Torino: la sparizione delle relazioni con la creazione di una società sempre più ripiegata su se stessa e poco dialogante. Proprio questa è la sfida da cercare di vincere.

Robot assunti da aziende: dal Giappone all'Italia

Anche il robot, dunque, minaccia parte del lavoro oggi svolto dall'uomo. A rischio sono soprattutto le professioni caratterizzate da un'attività ripetitiva: nei prossimi anni circa un terzo - il 36,8 per cento - potrebbe esser soppiantato dalle macchine. Ma secondo l'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, sono coinvolti anche i cosiddetti colletti bianchi, soprattutto chi si occupa di pura contabilità e perfino di affari legali. Ma che le nuove tecnologie galoppano è dimostrato da alcuni esempi davanti agli occhi di tutti. Il dentista, ad esempio: a Xian, in Cina, un robot ha effettuato il primo impianto dentistico su una paziente con i medici specialisti in stanza che si limitavano a osservare. I più a rischio sono però gli operai: la Foxconn, colosso taiwanese dell'elettronica, ha rimpiazzato migliaia di operai con nuove linee di montaggio altamente robotizzate. O anche gli autisti: il veicolo automatizzato di Google e l'auto semi-automatica di Tesla: ecco due filosofie per i trasporti del futuro, tra successi e fallimenti.