Giovani, donne e la voragine del Sud. I numeri reali poco detti e conosciuti

Solo poco più di un uomo su due lavora, ma anche che gli uomini del Mezzogiorno hanno un tasso di occupazione più basso persino delle donne del Nord.

Giovani, donne e la voragine del Sud. I

Giovani, donne e la voragine Sud

La situazione italiana è estremamente preoccupante e lascia l'amaro in bocca in vista.  Perché se il numero degli occupati è (più o meno) agli stessi livelli del periodo precedente alla crisi, entrando nei dettagli emergono così tante storture da sollevare più di un dubbio. In prima battuta, il numero dei contratti a tempo indeterminato è in calo e in qualche modo le statistiche ufficiali tengono conto anche dei rinnovi e delle sostituzioni. Quindi c'è un altro dettaglio che non sfugge: sono in crescita solo le assunzioni non qualificate. Quindi si assiste a un cambio di tendenza: diminuiscono i lavoratori uomini e aumentano le donne. E soprattutto nel Sud il divario è ancora più pronunciato.

Il lavoro continua a mancare

Tre sono allora le evidenze che emergono con chiarezza. In prima battuta il Sud resta indietro. O meglio, continua a restarlo e a poco sembrano servite le azioni intraprese negli ultimi anni. Provando a quantificare la situazione, utile anche per effettuare un confronti, a oggi la distanza è arrivata a 18 punti, soprattutto per via della progressiva diminuzione del tasso di occupazione maschile del Sud, precipitato al 55,9%. Quindi si registra una posizione di difficoltà per le donne. Con accenti diversi, è vero, ma prendendo in considerazione il dato nazionale, risulta che il 49% delle donne lavora. Poco meno della metà rispetto a quanto sarebbe possibile. C'è (non) lo fa per scelta e chi per inevitabilità, ma il quadro è comunque poco confortante.

Infine, come uno schema che si ripete tutti gli anni, i giovani - quelli tra i 25 e i 34 anni - continuano a risultare i più danneggiati da questa situazione. Ad averli penalizzati è stato anche il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, nei settori della sanità, dell'istruzione, dei servizi sociali e il non investimento in quello di ricerca e sviluppo. E anche in questo caso, non mancano differenze territoriale se al Sud il tasso di occupazione è la metà di quello dei giovani settentrionali.

Aumentano le lavoratrici (al nord), diminuiscono i lavoratori (al sud)

I dati prendono in considerazione le elaborazioni Istat sull'andamento del lavoro negli ultimi 40 anni. Le variazioni delle percentuali di occupazione dimostrano il divario sempre più largo tra Nord e Sud Il dato più evidente riguarda appunto le donne nelle regioni settentrionali che superano gli uomini del Sud, facendo quindi segnare un ennesimo punto di distacco tra aree d'Italia. In pratica, solo poco più di un uomo su due lavora, ma anche che gli uomini del Mezzogiorno hanno un tasso di occupazione più basso persino delle donne del Nord.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il