Indennità di trasferimento quando riconosciuta e importo per trasferimento sede di lavoro

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Indennità di trasferimento quando ricono

Quando riconosciuta indennità di trasferimento

Affinché si possa parlare di trasferimento con relativo riconoscimento dell'indennità è indispensabile che lo spostamento del lavoratore sia definitivo.

Si chiama indennità di trasferimento ed è quella somma aggiuntiva concessa a dipendente che viene trasferito dall'azienda. Non si tratta di un obbligo ed è comunque legata a importi ben precisi.

E il tutto facendo ben presente che accanto alla normativa generale ci sono le particolarità presenti nei Contratti collettivi nazionali di lavoro.

Pensiamo ad esempio a quelli che regolano i comparti Commercio Terziario e Servizi, Trasporti, Enti Pubblici, Metalmeccanici, Settore Privato, Edilizia e Legno, Alimentari, Agricoltura e Allevamento, Turismo, Marittimi, Tessili, Scuola, Dirigenti Meccanici, Spettacolo, Istituzioni Private, Chimica, Giornalisti e Credito e Assicurazioni. Analizziamo quindi le disposizioni attuali per entrare nel cuore della questione e in particolare vediamo

  • Quando riconosciuta indennità di trasferimento
  • Indennità di trasferimento e importo

Quando riconosciuta indennità di trasferimento

Affinché si possa parlare di trasferimento con relativo riconoscimento dell'indennità è indispensabile una condizione di base ovvero che lo spostamento sia definitivo. Ma allo stesso tempo la facoltà concessa dall'azienda di muovere i dipendenti da una sede all'altra non può avvenire in maniera totalmente arbitraria.

Ecco dunque che le ragioni del trasferimento devono essere evidenti al momento in cui si prende la decisione deciso e devono essere oggettivi. In seconda battuta devono esistere comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive per giustificare lo spostamento del dipendente.

In ogni caso il trasferimento deve essere migliorativo per l'azienda ovvero finalizzato ad aumentare la produttività. Quindi deve esistere un rapporto di causalità tra ragioni organizzative e lavoratore trasferito e da punto di vista formale, il datore deve comunicare la decisione rispettando i tempi di preavviso.

Indennità di trasferimento e importo

Occorre quindi consultare i singoli Contratti collettivi nazionali di categoria per conoscere tutti i dettagli relativi a importi e tasse ovvero a quali spese sono coperte dall'indennità di trasferimento.

Tra le voci più comuni ricordiamo il rimborso della spesa per il trasloco e la diaria che non deve essere inferiore al doppio della quota giornaliera di retribuzione, al imborso della perdita eventuale del anone d'affitto e quello della spesa effettiva di viaggio.

La regola generale prevede che l'indennità di trasferimento non contribuisce a formare il reddito nella misura del 50% per una cifra di 1.549,37 euro per gli spostamenti sul territorio nazionale, di 4.648,11 euro all'estero e di 6.197,48 euro nel caso di doppio trasferimento, in Italia e all'estero, nel corso di un solo anno.

Anche il rimborso spese al dipendente, se previsto, non costituisce reddito imponibile. Pensiamo ad esempio a quelle per il viaggio (anche di familiari a carico), di trasporto di beni legati al trasferimento, agli oneri legati allo scioglimento del contratto di affitto per via dello spostamento in una nuova sede di lavoro. Infine, la disposizione di favore non è legata a particolari condizioni.

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