Infortuni e malattie sul lavoro, nuova legge assurda. Talvolta paga il lavoratore stesso

Cosa prevedono le norme di infortunio sul lavoro e la nuova assurda legge che penalizza ancora i lavoratori: cosa prevede

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La malattia e l’infortunio sul lavoro sono due eventi che mettono il lavoratore sempre (o quasi) nella condizione di essere retribuito e per i quali il datore di lavoro è tenuto a seguire le specifiche procedure di comunicazione di malattia e infortunio. Quali sono le novità previste per le norme relative agli infortuni sul lavoro?

Infortunio sul lavoro: quando si verifica

L'infortunio sul lavoro si verifica quando accade un evento traumatico che causa una lesione del lavoratore, quando lo stesso evento traumatico è correlato allo svolgimento dell’attività lavorativa e l’inabilità del lavoratore è superiore ai 3 giorni.

In questi, stando a quanto stabilito dalla normativa, il datore di lavoro è obbligato ad inviare all’Inail esclusivamente in via telematica il modello di denuncia infortunio sul lavoro e solo se la prognosi indicata sul certificato medico rilasciato dal Pronto Soccorso è superiore a 3 giorni. Per la mancata comunicazione all’Inail dell’infortunio sul lavoro da parte del datore si rischia una sanzione da 1.290 euro a 7.745 euro.

Tuttavia, stando a quanto previsto dalla la normativa, non tutti i casi in cui un lavoratore si fa male prevedono il risarcimento: se, infatti, il lavoratore è causa dell’infortunio, come recentemente stabilito dalla Cassazione, non ha diritto ad ottenere il risarcimento.

Malattia e infortuni sul lavoro: l’assurdità della nuova legge

Meno soldi per i risarcimenti delle vittime sul lavoro: è questa una delle nuove leggi contenute nel decreto Sblocca cantieri, novità che, stando a quanto confermano le ultime notizie, prevede una (assurda) riduzione del 30% dei premi assicurativi contro gli infortuni che devono essere pagati all’Inail dalle aziende. Si tratta dell’ennesima assurdità che va, chiaramente, a discapito dei più deboli.

In particolare, il comma 1126 prevede che in presenza di un indennizzo Inail equivalente al risarcimento deciso dal giudice, questo stesso azzera del tutto, quasi andando a bilanciare indennizzo e risarcimento, mentre se l’indennizzo Inail risulta superiore al risarcimento stabilito dal giudice, è lo stesso lavoratore vittima dell’infortunio a dover effettuare il rimborso.

Si tratta, come spiegato da più parti, di una nuova legge assurda che confonde l’indennizzo, liquidato dall’Inail secondo specifiche logiche assicurative, con il risarcimento, che riguarda il danno ulteriore subito dalla vittima dell’infortunio sul lavoro o dai suoi familiari in seguito allo stesso incidente e che viene deciso da un giudice civile.

Prevedere meno soldi di indennizzo per il lavoratore nel caso di infortunio e obbligare quasi il lavoratore al rimborso del risarcimento in alcune situazione significa fare un danno non indifferente ai lavoratori che vedono così ridursi sempre più le tutele e garanzie sul lavoro. Sul piede di guerra i sindacati.

Le forze sociali puntano il dito, fortemente, contro il taglio del 30% dei premi Inail; contro la misura che permette alle aziende di ridurre la liquidazione degli oneri per gli infortunati se dimostrano di aver adottate misure preventive; assolutamente contro la norma che prevede che siano le stesse vittime di infortunio sul lavoro a ripagare i soldi versati dall’Inail se il giudice stabilisce che il danno è più basso dell’indennizzo.

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di Marianna Quatraro pubblicato il