Infortuni sul lavoro 2020, leggi e contratti nazionali in vigore attuali

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Infortuni sul lavoro 2020, leggi e contr

Contratti nazionali e infortuni sul lavoro

Ci sono allora alcune parole chiave a cui prestare attenzione quando si parla di infortuni sul lavoro e sono quelle di causa violenta da cui consegue una lesione.

Anche se alcune categorie sono più a rischio sotto il profilo degli infortuni sul lavoro, nessun lavoratore può dirsi al sicuro perché un incidente è sempre dietro l'angolo e può avvenire in mille modi. Le leggi in vigore sono infatti il frutto di continui aggiornamenti fino al 2020 e finiscono per coinvolgere la totalità dei lavoratori e non è limitata a categorie specifiche.

Le tutele riconosciute dall'ordinamento giuridico in caso di infortunio sono quindi numerose e un ruolo centrale è ricoperto dall'Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). Il primo aspetto di cui tenere conto e intorno a cui ruotano le leggi 2020 è proprio la definizione di infortunio sul lavoro, considerato quell'evento traumatico che comporta l’impossibilità di svolgere l'attività lavorativa per più di 3 giorni.

Naturalmente è fondamentale che avvenga sul posto di lavoro o anche in occasione dello svolgimento della propria attività.

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Infortuni sul lavoro, legge 2020

Ci sono allora alcune parole chiave a cui prestare attenzione quando si parla di infortuni sul lavoro, sempre più numerosi in Italia come dimostrano anche i drammatici casi dei minorenni, e sono quelle di causa violenta da cui conseguono una lesione o una malattia.

E c'è poi la variabile temporale a fare la differenza perché devono essere tali da costringere il lavoratore a stare fermo ovvero impossibilitato a svolgere le mansioni lavorative per almeno tre giorni consecutive. Appare quindi evidente come deve sussistere una relazione tra causa ed effetto quando si parla di infortuni sul lavoro.

L'incidente deve necessariamente avvenire nel contesto lavorativo, in cui rientra anche il percorso tra la casa del lavoratore e l'ufficio, la fabbrica o il negozio ovvero il luogo di lavoro.

Fissati questo principi base sull'infortunio sul lavoro secondo le leggi 2020, l'azienda presso cui il dipendente presta servizio è chiamata al pagamento di tutto lo stipendio nella giornata dell'infortunio e il 60% della retribuzione nei 3 giorni seguenti, ma a fare la differenza sono le norme contenute nei Contratti collettivi nazionali di lavoro ed ed eventualmente in eventuali accordi individuali messi nero su bianco al momento della firma tra le parti.

Contratti nazionali e infortuni sul lavoro

Il riferimento per tutti i dipendenti per capire come gestire gli infortuni sul lavoro 2020 è il Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato.

Ce ne sono tantissimi e riconducibili ai macrosettori Agricoltura, Chimici, Meccanici, Tessili, Alimentaristi, Edilizia, Legno e Arredamento, Poligrafici E Spettacolo, Distribuzione, Terziario e Servizi, Trasporti, Credito e Assicurazioni, Aziende Di Servizi, Istruzione, Sanità, Assistenza, Cultura, Enti e Sindacati. In linea di massima, nel periodo in cui il lavoratore è infortunato scatta l'indennità di temporanea inabilità assoluta ovvero quel sostegno allo stipendio che il lavoratore non riceverebbe poiché infortunato.

Dal punto di vista economico, secondo le tariffe Inail in vigore, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro stanzia il 60% della retribuzione media giornaliera fino al 90esimo giorno e il 75% della retribuzione media giornaliera dal 91esimo giorno fino alla guarigione. L'indennità di temporanea si calcola sulla base dello stipendio del lavoratore nei 15 giorni precedenti l'infortunio.

Oltre alla copertura economica da parte dell'Inail, il lavoratore può fruire di ulteriori benefici, come il rimborso delle cure e il pagamento di protesi e ausili, sempre legati all'entità del danno subito e solo in seguito ad accurate visite mediche da parte di una commissione di specialisti.

Ci sono però tanti casi particolare di cui tenere conto, ad esempio quello del ricovero del lavoratore infortunato in un istituto di cura. L'Inail conserva infatti il potere di riduzione di un terzo dell'importo della indennità al lavoratore senza familiari a carico. In ogni caso, dal punto di vista fiscale, questa somma è soggetta a tassazione Irpef con trattenuta effettuata dall'Inail stessa e formalizzata nella certificazione fiscale.

Dal punto di vista pratico occorre infine capire come procedere se ci si fa male. Il primo ad attivarsi deve essere il datore di lavoro con l'invio della denuncia d'infortunio subito da un proprio dipendente.

La deve inoltrare all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ma se sempre e solo tenendo fede al requisito temporale ovvero se la prognosi è maggiore di 3 giorni.

Solo nel caso in cui la prognosi è superiore a 30 giorni (o se l'infortunio si trasforma nella morte del lavoratore), il datore deve denunciare l'accaduto all'autorità locale di pubblica sicurezza. In tutte queste circostanze non si tratta di una mera facoltà, ma di un vero e proprio obbligo legale. In caso di inadempienza o di invio in ritardo scatta infatti una salatissima sanzione tra 1.290 euro e 7.745 euro.

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