Guidare con indennità di accompagnamento è possibile o no. Tutti i casi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Guidare con indennità di accompagnamento

È possibile guidare con indennità di accompagnamento

L'indennità di accompagnamento è uno strumento concreto di aiuto al reddito ed è destinato a chi ha bisogno di assistenza continuativa. Ma è possibile guidare?

Non sempre è facile riuscire a distrarsi nel labirinto di norme che disciplinano l'indennità di accompagnamento così come di altri strumenti di sostegno al reddito a beneficio di chi si trova in una situazione di difficoltà fisica o mentale. Sono infatti tantissimi i casi particolari o comunque le situazioni che suscitano dubbi e incertezze.

Per quanto dettagliate, le norme in vigore non possono in partenza coprire tutte le circostanze possibili e di conseguenza si rendono necessari aggiornamenti legislativi oppure sentenze di tribunali per diminuire controversie in corso.

Pensiamo ad esempio alla possibilità di guidare per chi è destinatario dell'indennità di accompagnamento: è possibile o no. Anche in questo caso la risposta è meno scontata e immediata di quanto potrebbe sembrare. Analizziamo quindi

  • È possibile guidare con l'indennità di accompagnamento
  • I casi possibili per guidare

È possibile guidare con l'indennità di accompagnamento

L'indennità di accompagnamento è uno strumento concreto di aiuto al reddito ed è destinato a chi ha bisogno di assistenza continuativa da parte di altre persone. In sostanza si tratta di un assegno mensile che viene staccato tutti i mesi alle persone che, come condizione indispensabile di base, in grado di compiere da soli le azioni della vita di tutti i giorni con conseguente necessità dell'aiuto costante di un accompagnatore.

Pensiamo ad esempio a camminare, bere, vestire o assumere le medicine. Accanto a queste condizioni di base ce ne sono diverse altre, sia di segno positivo e sia negativo. Delle prime fanno parte la cittadinanza italiana (o straniera comunitaria in caso di iscrizione all'anagrafe del Comune di residenza, o straniera extra-comunitaria con permesso di soggiorno) e il riconoscimento della percentuale di invalidità civile permanente pari al 100%.

Tra le condizioni negative che portano al mancato riconoscimento dell'indennità di accompagnamento ovvero alla sua sospensione nel tempo (il beneficio dura un anno ma è rinnovabile) c'è il ricovero gratuito in una struttura pubblica. Ma i due dettagli normativi che distinguono questo strumento da tanti altri a disposizione degli invalidi sono la compatibilità con il lavoro e la possibilità di guidare l'auto.

I casi possibili per guidare

Non esiste alcuna norma che impedisce al percettore dell'indennità di accompagnamento di non guidare un'auto. Non c'è incompatibilità e, al netto delle reali condizioni di salute fisica e mentale, è possibile mettersi al volante. Già, perché a fare la differenza è proprio il vero stato di salute.

Alcune forme di invalidità totale (quella richiesta per ricevere l'indennità di accompagnamento) non permettono oggettivamente di guidare con sicurezza per sé, per gli altri automobilisti e per i pedoni.

E a precisarlo è lo stesso Ministero dello Salute che invita a valutare caso per caso la compatibilità della guida di un'auto da parte di un beneficiario dell'indennità di accompagnamento per cui, si ricorda, è necessario l'accompagnamento costante.

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