Ho il diabete, devo ritornare a lavorare o no. Quali sono i miei diritti per coronavirus

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Ho il diabete, devo ritornare a lavorare

Diritti per coronavirus del lavoratore con diabete

Un numero sempre maggiore di dipendenti affetti da malattie come il diabete si domanda quali sono i propri diritti o, come deve comportarsi in questo periodo di emergenza.

Attenzione e precauzione da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro in queste settimane di diffusione del coronavirus sono ben maggiori rispetto alle condizioni di normalità.

Appare quindi scontato che un numero sempre maggiore di dipendenti affetti da malattie come il diabete si domandi quali sono i propri diritti o, molto più semplicemente, come deve comportarsi in questo periodo di emergenza.

Non c'è dubbio che le tutele di cui può fruire sono maggiori rispetto a quelle a cui può fare riferimento un lavoratore senza diabete. Si trova più esposto alle conseguenza, anche letali, del virus.

Una precisazione è comunque d'obbligo: quando si parla di diabete occorre distinguere tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2. Nel primo caso sono maggiormente colpiti i più giovani ovvero chi non ha ancora compiuto 30 anni.

Nel secondo sono raggiunti gli adulti e il rischio di insorgenza aumenta con l'età. E siccome il diabete è tra le malattie per cui viene riconosciuta l'invalidità civile, scattano le agevolazioni associate, anche in tempi di coronavirus. Vediamo quindi

  • Coronavirus, con il diabete devo ritornare a lavorare
  • Diritti per coronavirus del lavoratore con diabete

Coronavirus, con il diabete devo ritornare a lavorare

Il diabete rappresenta una malattia che espone il lavoratore a rischi maggiori.

Di conseguenza assumono un valore maggiore le prescrizioni governative di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Ma non basta dichiarare il proprio stato poiché occorre farlo certificare. In buona sostanza, il medico è chiamato a mettere nero su bianco che il lavoratore affetto da diabete ha bisogno di un regime di misure sanitarie precauzionali.

Significa che deve essere concessa l'opzione del lavoro a distanza o, se l'attività non lo consente poiché è indispensabile la presenza in sede, l'astensione totale. Il certificato di riferimento è quello con codice V07.

In ogni caso, il datore di lavoro è chiamato a implementare le procedure aziendali per indagare sullo stato di salute dei lavoratori, diverse da quelle eventualmente decise dalle autorità competenti, ad esempio mediante questionari o autocertificazioni.

Diritti per coronavirus del lavoratore con diabete

Nel caso in cui la percentuale riconosciuta di diabete sia tale da far rientrare il lavoratore tra i destinatari della legge 104 scattano i permessi allargati.

Oltre ai 3 giorni mensili già previsti dalla legge 104 - 3 per il mese di marzo e tre per il mese di aprile - sono infatti previsti altri 12 giorni complessivi per i mesi di marzo e aprile.

E al pari della modalità di fruizione in condizioni normali, anche in questa situazione di coronavirus sono frazionabili in ore e possono essere fruiti consecutivamente nello stesso mese.

In ogni caso è fondamentale il riconoscimento di almeno il 74% di percentuale di invalidità per accedere ai permessi.

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