Indennità di accompagnamento, compatibilità con altre indennità e quando si può scegliere

di Marianna Quatraro pubblicato il
Indennità di accompagnamento, compatibil

Indennità di accompagnamento e legge 104

Ci sono alcuni requisiti di fondo da rispettare per fruire l'indennità di accompagnamento. Sono esattamente tre e non prevedono eccezioni. Ecco quali.

La normativa su indennità di accompagnamento, legge 104 e agevolazione per disabili è piuttosto articolata e merita di essere approfondita nel dettaglio per evitare errori e perdite di tempo in relazione alla compatibilità e ai requisti da possedere. C'è una distinzione di base da non perdere di vista: l'invalidità è la riduzione della possibilità di lavorare o di svolgere attività vitali mentre la legge 104 è quel pacchetto di norme, progressivamente aggiornate fino al 2019, con cui sono riconosciute agevolazioni ai portatori di handicap grave o ai familiari che li assistono.

Proprio da questa differenza prende le mosse l'analisi da effettuare e cercando di capire quando e se si può scegliere il trattamento economico più conveniente.

Indennità di accompagnamento e legge 104

Ci sono alcuni requisiti di fondo da rispettare per fruire l'indennità di accompagnamento. Sono esattamente tre e non prevedono eccezioni. Innanzitutto al destinatario deve essere riconosciuto lo stato di invalidità civile totale e permanente del 100% con la conseguente impossibilità di compiere gli atti fondamentali della vita di tutti i giorni, a iniziare dal camminare, e per cui si ha quindi bisogno di un accompagnatore. In seconda battuta è fondamentale la cittadinanza italiana o europea (o di un Paese extraeuropeo con regolare permesso di soggiorno) e infine la residenza in Italia.

La somma mensile dell'indennità di accompagnamento 2019 corrisponde a 517,84 euro ovvero a 6.214,08 euro all'anno. Non è tassato e dunque non va inserito nella dichiarazione dei redditi. In base a questo schema emerge subito un primo aspetto: chi fruisce della legge 104 può ottenere l'accompagnamento solo se in possesso di tutte e 3 i requisiti. Il legame tra indennità di accompagnamento e legge 104 non è quindi automatico.

Via libera invece alla compatibilità con la pensione di vecchiaia, anticipata e di reversibilità così come con la pensione di inabilità civile o l'assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali.

Indennità di accompagnamento e ricovero

Per percepire l'indennità di accompagnamento occorre quindi una situazione totalizzante e di autosufficienza ovvero l'invalido deve risiedere nella sua abitazione. Nel caso di ricovero, l'accompagno è ridotto in base alla durata della degenza. Succede ad esempio nel caso di retta della struttura a carico del disabile o dei familiari, di ricovero in un reparto riabilitativo o di lungodegenza, in day hospital, in ospedale per terapie contingenti oppure in una struttura sanitaria con retta a carico dello Stato.

Se in questo caso si può parlare di incompatibilità parziale con l'indennità di accompagnamento, diventa totale per le prestazioni per invalidità contratta per cause di servizio, lavoro o guerra e per tutte le altre indennità legate all'assistenza personale continuativa. Definito il quadro delle compatibilità e delle incompatibilità dell'indennità di accompagnamento con altre agevolazioni, al disabile rimane la facoltà di scegliere il trattamento economico più conveniente.

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