Indennità di accompagnamento rifiutata da INPS, cosa si può fare

di Marianna Quatraro pubblicato il

L'indennità di accompagnamento viene erogata agli invalidi incapaci di svolgere gli atti quotidiani della vita o di deambulare in autonomia. Ma si può fare ricorso se viene rifiutata?

Indennità di accompagnamento rifiutata d

Indennità di accompagnamento viene rifiutata

L'indennità di accompagnamento è uno degli strumenti più snelli in termine di regole da seguire. Per poter ottenere la prestazione è necessario il 100% di invalidità civile totale e permanente e dunque non ci sono possibilità di fraintendimento. E occorre dimostrare l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore ovvero non riesce a effettuare quelle attività d base di tutte le altre persone della stessa età.

Non solo, ma non esistono limiti minimi e massimi d'età per l'accesso all'indennità di accompagnamento 2019 così come non si tiene conto del reddito percepito e a indicatori economici. Eppure ci sono casi in cui l'Inps può rifiutare la domanda di accesso al beneficio? Cosa fare in questo caso? È possibile presentare ricorso? E a chi?

Indennità di accompagnamento, a chi spetta

L'indennità di accompagnamento viene erogata agli invalidi incapaci di svolgere gli atti quotidiani della vita o di deambulare in autonomia senza l'aiuto costante di qualcuno. La condizione fondamentale per percepire l'indennità di accompagnamento 2019 è la impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure la necessità di un'assistenza continua se il destinatario non riesce a compiere gli atti quotidiani della vita.

Fissato questo punto, possono presentare domandare i cittadini italiani e quelli dell'Unione europea residenti in Italia così come i cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno e residenti in Italia. In sintesi, le condizioni per ricever l'indennità di accompagnamento 2019, pari a 516,35 euro, sono

  1. l'invalidità al 100%
  2. l'impossibilità a deambulare o a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente
  3. la cittadinanza italiana o di un Paese dell'Unione europea o il possesso della carta di soggiorno per i cittadini extracomunitari
  4. l'assenza di ricovero in una struttura pubblica
  5. l'assenza di limiti di età e reddito
  6. la compatibilità con l'attività lavorativa

Solo nel caso di chi ha più di 65 anni si tiene conto delle difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni dell'età. Semaforo rosso alla ricezione del sostegno economico anche nel caso di ricovero gratuito in un istituto sanitario per più di 30 giorni e di ricezione di una indennità simile per invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio. In ogni caso il lavoratore mantiene il diritto di scegliere il trattamento più favorevole.

Cosa si può fare se l'indennità di accompagnamento viene rifiutata

La domanda di accesso all'indennità di accompagnamento va presentata all'Inps che, tra l'altro, ha reso più semplice il processo per i richiedenti per ricevere la somma erogata ogni mese. Nel caso di via libera i tempi della liquidazione della prestazione economica sono infatti molto brevi. Ebbene, in caso di mancata concessione dell'indennità di accompagnamento, il richiedente può impugnare il verbale della Commissione medica davanti alla Sezione Lavoro del Tribunale di residenza, presentando domanda di accertamento tecnico preventivo.

Il tutto entro sei mesi dalla data di comunicazione del verbale. Il Giudice ha quindi 30 giorni per omologare l'accertamento del requisito sanitario nella relazione del consulente. La decisone non può essere appellata.

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