Indennità di accompagnamento si può avere non solo per invalidità fisica per Cassazione

La Corte di Cassazione ha compiuto un altro passo in avanti nel riconoscimento delle invalidità per cui si ha diritto a ricevere l'indennità di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento si può aver

Indennità di accompagnamento per invalidità mentale

Ancora una volta è la Corte di Cassazione ad arricchire la normativa 2019 sull'indennità di accompagnamento. Non è infatti la prima volta che i giudici intervengono su una materia così delicata che presenta evidentemente molti aspetti casi particolari di cui tenere conto. Questa sentenza riveste poi una importanza maggiore perché allarga il perimetro entro il quale il beneficiario può fruire di questo strumento di sostegno al reddito.

Se infatti condizione essenziale è la difficoltà fisica a eseguire quelle attività essenziali per lo svolgimento delle attività quotidiane e per cui è necessario appunto un accompagnamento, la Corte di Cassazione apre adesso a differenti circostanze per poter fruire dell'indennità. Anche il disagio mentale viene adesso considerato una condizione sufficiente per essere destinatario della misura erogata come sempre dall'Inps, qualunque sia lo stato di invalidità riconosciuto e certificato.

Indennità di accompagnamento 2019 per invalidità mentale

La Corte di Cassazione ha così compiuto un altro passo in avanti nel riconoscimento delle invalidità per cui si ha diritto a ricevere l'indennità di accompagnamento. Secondo i giudici, l'infermità mentale rientra a pieno titolo tra le circostanze per ottenere il sostegno al reddito, al pari dell'invalidità fisica. A detta della Corte, l'incapacità di eseguire atti materiali - condizionale fondamentale per essere destinatari dell'indennità di accompagnamento - si sostanzia non solo nell'impossibilità fisica per cui si ha bisogno di un accompagnatore.

Ma anche in quella mentale ovvero nell'incapacità di comprendere fino in fondo il significato dell'azione. Anche in questo caso la presenza di un assistente diventa fondamentale per la sopravvivenza e di conseguenza scatta il diritto a percepire l'indennità.

Per comprendere il significato dell'allargamento del ventaglio delle possibilità per percepire nel 2019 l'indennità di accompagnamento occorre partire dal concetto chiave di incapacità a compiere gli atti quotidiani della vita. Gli impedimenti possono essere di natura fisica (e in effetti dal punto di vista statistico è proprio questa la ragione principale per cui viene effettuata domanda) ma anche psichica. E la Corte di Cassazione ha avuto più di una occasione per ribadirlo.

Requisiti fisici e psichici per ricevere indennità di accompagnamento

L'assistenza continua coinvolge un numero molto elevato di pazienti alle prese con problemi mentali di ogni tipo e i giudici non hanno fatto altro che confermarlo con il riconoscimento del diritto a percepire l'indennità, purché la condizione invalidante sia totale e permanente del 100% riconosciuta.

L'altra condizione fondamentale per rientrare tra gli aventi diritto è il non ricovero dell'invalido in una struttura sanitaria pagato dallo Stato ovvero un un reparto riabilitativo o di lungodegenza. Per il 2019, l'importo ammonta a 517,84 euro al mese. In tutti i casi ovvero sia per invalidità fisica e sia mentale, l'indennità di accompagnamento non è legata all'età del richiedente e né al reddito percepito.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il