Inps: è polemica per facilitazione e favori tra colleghi tra cui assegni di invalidità

Dipendenti Inps agevolati nel riconoscimento dell’assegno di invalidità: ultime notizie e nuove regole di controllo dall’Istituto di Previdenza

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E' polemica per una serie di dati che sono usciti da una inchiesta secondo cui tra colleghi dell'INPS le facilità in materia di aiuti e sostegni in termini di benefici sociali siano più alti della media il che fa sospettare di favori e accordi. Vedremo se il quadro delineato risulterà vero, proprio ora che, in generale, c'è una stretta su questa materia o almeno la si vorrebbe attuare

Decisamente semplice ottenere gli assegni di invalidità per i colleghi degli ispettori Inps. Una situazione chiaramente emersa all'indomani di analisi di statistiche che hanno chiaramente mostrato come gli impiegati dell'Istituto di Previdenziale risultassero invalidi molto più di altri lavoratori del settore pubblico e privato di tutto il Paese. Una situazione che ha fatto subito scattare un campanello di allarme. Ed ecco scattare controlli e ispezioni. Decisamente 'tristi' i risultati e non fanno altro che rispecchiare ancora una volta le errate abitudini dei lavoratori italiani sempre alla ricerca di sotterfugi e scappatoie per lavorare meno ma riuscire a guadagnare comunque soldini in più.

Impiegati Inps più invalidi di altri lavoratori

Stando a quanto riportano le ultime notizie, i dati relativi allo scorso 2016 evidenziano come chi sia impiegato all'Inps abbia il 17% di probabilità in più di altri lavoratori di ottenere il riconoscimento dell'assegno di pensione di invalidità. Secondo i numeri, si tratterebbe del 2,34% del totale contro il 2% della media italiana. Si è trattato di un sistema portato avanti con particolare semplicità perché ad effettuare le visite per accertamenti di invalidità sono sempre stati gli stessi colleghi delle stesse province dei lavoratori richiedenti l’invalidità. E’ chiaro, dunque, come per i dipendenti dello stesso Inps fosse decisamente più facile ottenere il riconoscimento dell’invalidità, anche nei casi in cui le condizioni per ottenerlo non sussistessero, del tutto quanto meno.

Nuove regole dall’Inps e cosa cambia

Per arginare questo fenomeno di riconscimento dell'assegno di invalidità, a volte falso, e così semplice,, cercando di eliminarlo del tutto, l’Inps ha deciso di cambiare le regole e ad effettuare le visite per accertamento di invalidità saranno d’ora in poi medici provenienti da altre province e non più colleghi d’ufficio, con cui magari si lavora a stretto contratto da sempre. Dal momento in cui sono cambiate le regole di lavoro per il riconoscimento degli assegni di invalidità, con revisione dei riconoscimenti già dati, ben il 54% delle visite effettuate ha portato a una revoca dell'assegno tra i dipendenti dell'Inps perché le condizioni di invalidità non sussistevano più.

La regione dove si è toccata la maggior percentuale di revoche è stato il Lazio, dove si è raggiunto il 62%, con un picco del 77% solo in riferimento all'ufficio di Roma Eur. Un vero e proprio scandalo. A seguire troviamo in Campania ed Emilia Romagna, con una percentuale del 59%.

Assegno di invalidità: chi ne ha diritto

Ricordiamo che l’assegno di invalidità è un sussidio destinato alle persone che hanno capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale e che hanno maturato 260 contributi settimanali, cioè cinque anni di contribuzione e assicurazione, di cui tre anni di contribuzione e assicurazione nei cinque anni precedenti il momento di presentazione della domanda. L’assegno di invalidità, che è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, può essere richiesto e riconosciuto a lavoratori dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti), anche iscritti alla gestione separata dell’Istituto di Previdenza. L’assegno di invalidità ha, inoltre, una durata di tre anni e alla sua scadenza può essere tranquillamente rinnovato. Dopo tre rinnovi, poi, la sua erogazione diventa automatica.