Invalidità civile dipendenti pubblici 2020 agevolazioni, aiuti e diritti riconosciuti

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Invalidità civile dipendenti pubblici 20

Agevolazioni 2020 invalidità civile per dipendenti pubblici

Per essere considerati invalidi civili è necessario il riconoscimento di una percentuale minima da parte della Commissione medica dell'Inps che è pari a un terzo ovvero il 33,33%.

La lista delle agevolazioni legate all'invalidità civile a cui i dipendenti pubblici possono accedere nel 2020 è molto lunga. Si tratta di aiuti che sono concessi per via della ridotta capacità lavorativa.

Tuttavia i diritti riconosciuto viaggiano di pari passo con la percentuale di invalidità riconosciuta. In buona sostanza, maggiori sono le difficoltà e più alta è la percentuale e più ampie sono le agevolazioni concesse.

Il percorso che porta al riconoscimento dello stato di invalidità è piuttosto lungo e si conclude con la visita davanti alla Commissione medica dell'Inps che deve confermare o meno la presenza di invalidità, ma soprattutto deve indicarne il grado.

Si tratta di un passaggio fondamentale, ricordano che fino al 33,3% non è prevista alcuna facilitazione. Un altro aspetto fondamentale da chiarire riguarda la terminologia perché l'invalidità civile è ben diversa dalla disabilità.

Con la prima si fa riferimento alla riduzione della capacità lavorativa derivante da una infermità o da una menomazione, con la seconda a una minorazione fisica, psichica o sensoriale. Fatte queste precisazioni, approfondiamo in questo articolo

  • Agevolazioni 2020 invalidità civile per dipendenti pubblici
  • Altri aiuti e diritti riconosciuti invalidità civile

Agevolazioni 2020 invalidità civile per dipendenti pubblici

Come abbiamo anticipato, per essere considerati invalidi civili è necessario il riconoscimento di una percentuale minima da parte della Commissione medica dell'Istituto nazionale della previdenza sociale che è pari a un terzo ovvero il 33,33%.

Su queste basi, le prime agevolazioni per i dipendenti pubblici scattano con percentuale di invalidità al 34% e si tratta di ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale e della concessione di ausili e protesi è correlata alla diagnosi indicata nel verbale di riconoscimento di invalidità civile.

Lo step successivo è invece al 46% con l'iscrizione agli elenchi provinciali del lavoro e della massima occupazione per il collocamento obbligatorio; l'iscrizione deve essere richiesta dai lavoratori non occupati (o part-time, orizzontale, verticale, misto) allegando verbale di riconoscimento.

Sono quindi tre gli aiuti previsti con invalidità al 51%: il congedo per cure che può essere concesso ogni anno un congedo straordinario retribuito non superiore a 30 giorni, su richiesta del medico curante dell'invalido e previa autorizzazione del medico competente Asl; i permessi che possono essere richiesti anche a giorni singoli o multipli; i giorni fruiti che non incidono sul periodo di comporto.

I successivi diritti sono riconosciuti con invalidità al 60% e si tratta dell'iscrizione al fine dell'assunzione obbligatoria per lavoratori collocati per vie ordinarie e già invalidi e non collocati obbligatoriamente.

Altri aiuti e diritti riconosciuti invalidità civile

Non finisce qui perché l'invalidità civile al 67% consente ai dipendenti pubblici di accedere alla fornitura gratuita di protesi, presidi, ausili in connessione alle infermità invalidanti; alla tessera di esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; alle eventuali agevolazioni per tessere tranviarie; alle agevolazioni per graduatorie case popolari; agli aiuti relativi al canone telefonico in base ai redditi posseduti.

Sicuramente di rilievo sono le agevolazioni al 74% di invalidità riconosciuta perché questa è la soglia minima per ricevere l'assegno mensile per 13 mensilità che si trasforma successivamente in assegno sociale.

Ecco quindi che al 75% è previsto il riconoscimento di un'anzianità figurativa pari a due mesi per ogni anno di lavoro svolto dopo il riconoscimento di questo grado di invalidità nella misura massima di 60 mesi.

Si ricorda che il massimo accreditabile si raggiunge lavorando 30 anni nella condizione di invalido al 75%. Infine con invalidità al 100% scatta la pensione di inabilità per 13 mensilità che si trasforma successivamente in assegno sociale.

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