Invalidità per mal di testa quando viene riconosciuta

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Affinché il mal di testa possa essere considerata una malattia invalidante è fondamentale la manifestazione in maniera continua e prolungata. Cosa c'è da sapere.

Invalidità per mal di testa quando viene

Mal di testa, quando è invalidante

Si tratta di uno dei dolori più subdoli perché il mal di testa non è visibile e si presenta nel modo e nei tempi più inaspettati. E anzi, proprio nel contesto lavorativo rischia di esplodere fino a diventare insopportabile e a rendere impossibile la prosecuzione dell'attività.

Il confine tra un comune per quanto ripetuto mal di testa e una vera e propria malattia riconosciuta è sempre sfumato. E non è un caso che solo adesso, dopo anni e anni di dibattiti, sembra che la definizione di una legge per il riconoscimento del mal di testa come malattia invalidante possa vedere la luce.

Verrebbe da dire "finalmente", considerando che per l'Organizzazione mondiale della Sanità il mal di testa è al terzo posto tra le malattie invalidanti.

Mal di testa, quando è invalidante

Condizione di base nell'avvicinare il mal di testa alle malattie invalidanti è la manifestazione in maniera continua e prolungata nel tempo e non in via passeggera. Nel primo caso sono colpite persone ben individuate e senza una causa ben precisa, nel secondo possono essere coinvolti tutti senza prodromi o conseguenze.

La legge di riferimento riguarda le "Disposizioni per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale" e si tratta di una svolta per il sistema italiano essendo stata approvata solo pochi mesi fa. In buona sostanza viene riconosciuta l'invalidità per mal di testa se si presenta sotto forma di cefalea.

Ma a condizioni ben precise perché in prima battuta le forme invalidanti ovvero di malattia sociale sono emicrania continua, cefalea a grappolo cronica, emicrania cronica e ad alta frequenza, cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione, emicrania parossistica cronica e cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici.

In seconda battuta è indispensabile l'accertamento da almeno un anno da pare di uno specialista di un centro accreditato per la diagnosi e la cura.

Classificazione e percentuale invalidità mal di testa, quando viene riconosciuta

Vale però la pensa di evidenziare che ci sono servizi sanitari, come quello della Lombardia, che hanno anticipato i tempi fissando percentuali d'invalidità per emicrania e cefalea:

  • Invalidità 0-15% per forme episodiche a frequenza di attacchi medio-bassa e soddisfacente risposta al trattamento: emicrania senza e con aura, cefalea di tipo tensivo frequente, cefalea a grappolo episodica, emicrania parossistica episodica, nevralgia del trigemino classica e altre nevralgie del capo
  • Invalidità 16-30% per forme episodiche a frequenza di attacchi medio-alta e scarsa risposta al trattamento: emicrania senza e con aura, cefalea di tipo tensivo, cefalea a grappolo episodica, emicrania parossistica episodica, nevralgia del trigemino classica e altre nevralgie del capo
  • Invalidità 16-30% per forme croniche con risposta parziale al trattamento: emicrania cronica cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di analgesici, cefalea a grappolo cronica, emicrania parossistica cronica, SUNCT, emicrania continua, NDPH, nevralgia del trigemino classica e altre nevralgie del capo
  • Invalidità 31-46% per forme croniche refrattarie al trattamento: emicrania cronica, cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di analgesici, cefalea a grappolo cronica, emicrania parossistica cronica, SUNCT, emicrania continua, NDPH, nevralgia del trigemino classica e altre nevralgie del capo

La difficoltà a trovare la quadra nel campo dell'invalidità per mal di testa, fondamentale anche per il riconoscimento dei diritti, si spiega facilmente perché ciascuna regione, come abbiamo appena visto ha una classificazione diversa.

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