Legge 104, trasferimento lavoratore che assiste disabile è possibile o no. Ultime sentenze

di Marianna Quatraro pubblicato il

Lavoratore disabile e familiari che lo assistono non possono essere trasferiti senza il loro consenso a un'altra sede di lavoro. Ma è davvero sempre così?

Legge 104, trasferimento lavoratore che

Legge 104, il lavoratore può essere trasferito

Perché poi si tratta anche di una questione pratica: come è possibile assistere un familiare colpito da grave disabilità in base alla legge 104 se la sede di lavoro è lontana da quella di residenza? La questione si pone in tutta la sua urgenza quando c'è di mezzo il possibile trasferimento di un dipendente in un'altra località: il datore di lavoro può agire in libertà, ma sempre nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento?

La questione è stata al centro delle riflessioni del legislatore che ha previsto norme ben precise, ma anche dei giudici, come dimostrato da una importanza ordinanza della Corte di Cassazione in materia emessa in questo 2019.

Legge 104, il lavoratore può essere trasferito in altra sede?

La normativa in vigore equipara il lavoratore dipendente che assiste la persona con handicap grave e lo stesso lavoratore con grave disabilità. Punto di contatto affinché le disposizioni possano essere applicate è il rapporto di lavoro di tipo dipendente, oltre allo stato di gravità della disabilità. Fatta questa precisazione, il genitore o il familiare lavoratore dipendente che assiste così come il lavoratore disabile dipendente stesso hanno innanzitutto diritto a scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio.

Naturalmente è indispensabile che sussistano le condizioni logistiche affinché questa disposizione possa essere applicata. In seconda battuta, in base alla legge 104 e a successivi aggiornamenti fino al 2019, lavoratore disabile e familiari che lo assistono non possono essere trasferiti senza il loro consenso a un'altra sede di lavoro.

La novità di queste ultime settimane è l'importanza ordinanza della Corte di Cassazione che ribadisce il principio del divieto di trasferimento dal proprio luogo di lavoro sancito con la legge 104, specificando che la disposizione trova applicazione anche nel caso di spostamento nell'ambito della medesima unità produttiva. I giudici sono stati chiamati a pronunciarsi in seguito a un elaborato iter giudiziario che ha visto il lavoratore ricorrente vincere in primo grado ma perdere in sede di appello.

In questo caso, i giudici hanno precisato nelle motivazioni di rigetto delle contestazioni mosse dal dipendente al trasferimento che, nonostante la maggiore distanza tra la sede di lavoro e luogo di residenza della persona disabile assistita, lo spostamento non comprometteva la fruizione del diritto.

Diniego trasferimento legge 104, quando e per chi

Le motivazioni dei giudici d'appello sono state quindi confutate dai togati della Cassazione sia perché con la parola sede va inteso il luogo fisico dove viene svolto il lavoro e sia perché nessun tribunale - argomentano - può valutare in quale misura il trasferimento possa incidere sulla capacita del lavoratore di prestare assistenza.

Per assistiti in base alle legge 104 che possoo godere di altre agevolazioni come i permessi, si intendono i figli del lavoratore portatori di handicap grave, i parenti o gli affini entro il terzo grado del lavoratore portatori di handicap grave, il coniuge del lavoratore, se portatore di handicap grave, il lavoratore stesso, portatore di handicap grave, gli affetti da sindrome di Down, i grandi invalidi di guerra.

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