Mi hanno tolto l'indennità di accompagnamento. Cosa fare, come difendersi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Mi hanno tolto l'indennità di accompagna

Indennità di accompagnamento tolta, perché

Ecco la ragione principale che porta alla sospensione dell'indennità di accompagnamento da parte dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.

Sono numerosi i casi di indennità di accompagnamento prima concessa e poi tolta d cui veniamo a conoscenza. Si tratta di una situazione estremamente delicata perché di mezzo c'è il riconoscimento di quel sostegno economico da parte di chi crede di averne bisogno.

C'è quindi la componente materiale al centro della diatriba, ma anche e soprattutto quella della considerazione della posizione di difficoltà. Non dimentichiamo infatti che, a differenza di quanto accade con altri aiuti economici, nel caso dell'indennità di accompagnamento non viene richiesto alcun requisito reddituale.

Di conseguenza, qualunque siano i guadagni, si da lavoratore e sia da pensionato, ogni mese viene erogata la somma prevista. Ecco quindi che togliere l'indennità di accompagnamento, soprattutto per chi ha un reddito più alto, ha un significato ben maggiore. Analizziamo adesso

  • Indennità di accompagnamento tolta, perché
  • Cosa fare se l'indennità di accompagnamento viene tolta

Indennità di accompagnamento tolta, perché

Per capire le ragioni per cui è possibile negare l'indennità di accompagnamento in corso d'opera è necessario fare un passo indietro e sapere a chi viene concessa questa agevolazione economica. L'indennità di accompagnamento è destinata agli invalidi totali al 100% e non autosufficienti che non possono svolgere attività quotidiane o deambulare senza l'affiancamento permanente di un accompagnatore.

L'erogazione è compatibile con l'attività lavorativa e, oltre a non essere previsto alcun requisito reddituale, non sono richiesti requisiti contributivi. Segnaliamo quindi che l'importo mensile spetta ance ai minori disabili, quelli impossibilitati a deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore e con necessità di assistenza continua.

Sono quindi due gli aspetti da sottolineare: è richiesta l'invalidità al 100% ed è indispensabile l'assistenza continua ovvero non limitata a pochi giorni.

Ecco dunque che la ragione principale che porta alla sospensione dell'indennità di accompagnamento da parte dell'Istituto nazionale della previdenza sociale è proprio il venir meno di questo requisiti fondamentali.

Sono pochi ma comunque ben precisi ed è sufficiente che la Commissione medica faccia venire meno il riconoscimento per non ricevere l'assegno mensile.

Cosa fare se l'indennità di accompagnamento viene tolta

Come comportarsi nel caso in cui si resta convinti del diritto a percepire l'indennità di accompagnamento nonostante la decisione dell'Inps? Le normativa in vigore permette di proporre ricorso al tribunale.

E il primo aspetto di cui tenere conto è la tempistica perché occorre opporsi entro il termini massimo di 6 mesi dalla notifica del verbale sanitario. Dal punto di vista procedurale, bisogna rivolgersi al tribunale competente nel luogo di residenza del destinatario della misura economica. E in ogni caso occorre farsi affiancare da un legale e non è possibile procedere in autonomia.

L'istanza da presentare è di tipo tecnico preventivo e si tratta della richiesta di un accertamento che interrompe i termini della prescrizione. A quel punto, il giudice fissa l'udienza, convoca le parti e nomina il medico consulente tecnico d'ufficio con l'incarico di effettuare la visita medica.

Anche contro il giudizio del consulente tecnico d'ufficio è possibile proporre ricorso entro 30 giorni per entrare nella fase definitiva del giudizio di merito.

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