Pensioni di invalidità, ondata di controlli al via dalla Guardia di Finanza. Chi rischia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Pensioni di invalidità, ondata di contro

Controlli pensioni di invalidità 2019

L'obiettivo è verificare se quanto richiesto dalle legge in termini economici e di requisiti fisici sia reale e commisurato al reale importo ricevuto.

Le pensioni di invalidità tornano di nuovo al centro dei controlli dell'Inps e nella Guardia di finanza. Tornano perché non è la prima volta che questo tipo di assegni è oggetto di verifiche. Le tantissime truffe degli anni scorsi, anche piuttosto recenti, hanno spinto gli organismi competenti a puntare la lente di ingrandimento su quanto sta succedendo in Italia.

Gli ammanchi per le casse dello Stato, come rivelato dai report annuali dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e delle Fiamme gialle, sono sempre più frequenti e ingenti. Senza dimenticare il risvolto etico di chi intasca un assegno senza averne diritto ovvero dichiarando il possesso di requisiti inesistenti.

Controlli pensioni di invalidità 2019: a chi e quando

L'Inps ha così deciso di effettuare controlli e verifiche sulle pensioni di invalidità. E più esattamente, l'Istituto ha deciso di mantenere altissima l'attenzione almeno fino alla fine del 2019, inclusi questi mesi estivi. Questo vuol dire che le ispezioni procederanno senza soluzioni di invalidità e potrebber coinvolgere centinaia di migliaia di pensionati invalidi.

L'obiettivo dichiarato è appunto di verficare se quanto richiesto dalle legge in termini economici e di requisiti fisici sia effettivamente reale e commisurato al reale importo ricevuto. Occorre ricordare che non c'è una fascia d'età per intascare l'assegno di invalidità poiché i requisiti anagrafici sono tra 18 e 78 anni.

Va da sé che questa nuova ondata di controlli dell'Istituto nazionale della previdenza sociale in collaborazione con gli uomini della Guardia di finanza e il personale delle commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali, anche incrociando i dati di altri enti (come la motorizzazione civile), procederà con la massima cautela. A fronte di una piccola parte di truffatori di bassa lega, sono tantissimi gli invalidi che hanno perfettamente diritto a ricevere questo sostegno al reddito.

Di conseguenza, questa verifiche non vanno considerate retate senza guardare in faccia il controllato, ma controlli minuziosi con il necessario tatto. Sono tre le categorie che non saranno controllate. Innanzitutto le persone affette da patologie irreversibili. Quindi coloro che non hanno ancora raggiunto la maggiore età. Infine i residenti nelle province di Aosta, Trento e Bolzano per via dell'esistenza di regole a sé.

Controlli sui requisiti economici

Altro passaggio che non sfugge è l'impossibilità di controllare tutte le pensioni di invalidità. Ci vorrebbe troppo tempo e una quantità di personale di cui l'Inps sembra sprovvista. Dati alla mano, l'Istituto di previdenza stacca ogni mese circa due milioni di mezzo a fronte di qualche centinaia di migliaia di verifiche. Tenendo conto che i controlli saranno a campione, un indicatore preso in considerazione è quello tra quota invalidi e residenti. Laddove il rapporto sia troppo stretto ecco che nasce il sospetto da cui conseguono le verifiche.

Al di là dei requisiti di salute-malattie, il focus di Inps, Asl e Fiamme gialle sarà anche su quelli economici poiché l'assegno di invalidità è legato anche a limiti annuali di reddito ben precisi.

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