Permessi legge 104 a ore, come si possono frazionare con leggi aggiornate

di Marianna Quatraro pubblicato il

Norme legge 104 alla mano e successivi aggiornamenti normative e con sentenze della Corte di Cassazione, i permessi retribuiti spettano alle persone gravemente disabili.

Permessi legge 104 a ore, come si posson

Permessi legge 104 a ore

Una delle più grandi conquiste sociali dell'Italia è stata l'introduzione della legge 104. Si tratta di quel pacchetto di disposizioni che trovano spazio nell'ordinamento nazionale dal 1992 e che nel tempo si è via via aggiornato fino al 2019. Parliamo di conquiste perché queste norme prevedono una tutela supplementare per i lavoratori disabili e per i familiari che li assistono. Condizione fondamentale per accedere alle agevolazioni è la gravità dell'handicap. E tra la facilitazioni previste ci sono anche i permessi retribuiti.

In buona sostanza viene concesso al lavoratore dipendente disabile o al familiare che lo assiste la possibilità di assentarsi per alcuni giorni al mese. Questi giorni possono essere fruite anche diversamente ovvero conteggiati a ore. Anche in questo caso ci sono alcune condizioni da rispettare, in particolare la fruizione di questo tempo per il motivo per cui è richiesto e dunque l'assistenza. Ma ora vogliamo capire come si possono frazionare i permessi legge 104 a ore con le leggi aggiornate.

Permessi legge 104 a ore, come frazionarli

Norme legge 104 alla mano e successivi aggiornamenti normative e con sentenze della Corte di Cassazione, i permessi retribuiti spettano alle persone gravemente disabili che lavorano come dipendenti, ai genitori lavoratori dipendenti che li assistono, al coniuge lavoratore dipendente, ai parenti o affini fino al secondo grado impiegati come dipendenti. E solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona con handicap grave abbiano compiuto i 65 anni di età, siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, il diritto ai permessi retribuiti può essere allargato ai parenti e agli affini di terzo grado.

Si ricorda che per parentela si intende il vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite (padre e madre, figlio o figlia, nonno o nonna, ad esempio) mentre per affinità si intende il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge (suocero o suocera del titolare, figlio o figlia del coniuge, nonno o nonna del coniuge, ad esempio).

A tutti loro spettano 3 giorni al mese di permessi retribuiti, ma non necessariamente da fruire consecutivamente. Non solo, ma possono essere utilizzati anche come ore, sempre nel corso dei 30 del mese. Più precisamente, le ore di riposo giornaliere sono pari a 2 se l'orario di lavoro è di almeno sei ore. In caso contrario è 1 sola per tutti i giorni del mese e senza il limite delle 24 ore. L'Inps ha infatti chiarito che i permessi retribuiti sono frazionabili a ore e il lavoratore che svolge 8 ore per 5 giorni nel corso della settimana può fruire di 24 ore frazionabili.

Pagamenti permessi retribuiti

Un'altra interessante precisazione riguarda l'ammontare: i permessi a giorni e i permessi a ore sono infatti pagati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta mentre quelli concessi a titolo di prolungamento dell'astensione facoltativa fino al terzo anno di vita del bambino sono pagati al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta o convenzionale se appartenenti a categorie di lavoratori che hanno diritto all'indennità per congedo parentale sulla base di retribuzioni convenzionali.

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