Permessi legge 104 presi per se stessi, come funzionano. Leggi in vigore

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Permessi legge 104 presi per se stessi,

Permessi legge 104 presi per se stessi

I permessi retribuiti legge 104 spettano ai lavoratori disabili in situazione di gravità con un rapporto di dipendenza con l'azienda. Cosa c'è da sapere.

Sono proprio i lavoratori colpiti da disabilità grave i principali destinatari delle facilitazioni previste con la legge 104. La possibilità viene estesa anche ai familiari che li assistono, tuttavia al centro della normativa ci sono proprio loro. E sono due le condizioni che, leggi in vigore alla mano, danno la possibilità di accedere a questa agevolazione.

La prima è il tipo di handicap che deve essere espressamente grave. Proprio la condizione di gravità è infatti quella sottolineata con attenzione sia dalla normativa attuale sia dai chiarimenti successivi dell'Istituto nazionale della previdenza sociale.

L'altra condizione imprescindibile per chiedere permessi legge 104 presi per se stessi è di tipo lavorativo. Questa opzione spetta infatti solo ai dipendenti, siano essi a tempo determinato o indeterminato, con contratto part time o a tempo pieno. Fissati questi due imprescindibili paletti è possibile saperne di più. E più precisamente vediamo

  • Come funzionano permessi legge 104 presi per se stessi
  • Legge 104, casi particolari per permessi per se stessi

Come funzionano permessi legge 104 presi per se stessi

Abbiamo visto che i permessi retribuiti legge 104 spettano ai lavoratori disabili in situazione di gravità con un rapporto di dipendenza con l'azienda.

Di conseguenza sono esclusi i lavoratori autonomi, gli addetti ai lavoro domestici e familiari, i lavoratori parasubordinati, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata e i lavoratori a domicilio. La situazione di gravità deve essere certificata dalla Commissione medica integrata al termine della visita legge 104.

C'è in realtà un altro requisito di cui tenere conto: l'assenza di ricovero a tempo pieno della persona in situazione di disabilità grave. In merito al funzionamento, la possibilità concessa è duplice: tre giorni di permesso al mese, da frazionare anche in ore, oppure di 1 o 2 ore al giorno in base all'orario di lavoro. In entrambi i casi, i permessi sono indennizzati sulla base della retribuzione corrisposta.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento, l'indennità è anticipata dal datore di lavoro con la possibilità di conguaglio con i contributi dovuti all'Istituto nazionale della previdenza sociale. Nel caso di rifiuto dei permessi legge 104, il lavoratore può proporre ricorso al Comitato provinciale della struttura territoriale Inps della propria città di residenza.

Legge 104, casi particolari per permessi per se stessi

Non mancano naturalmente i casi particolari in materia e i problemi risolti da chiarimenti dell'Inps sulla legge 104 a suon di messaggi e sentenze dei giudici.

La fruizione dei permessi da parte dello stesso lavoratore, ad esempio, non comporta la riduzione delle ferie o degli altri permessi, a eccezione del cumulo con il congedo parentale.

Altro aspetto particolare riguarda il godimento di ferie o permessi o malattia o maternità nel corso del mese o congedo straordinario per meno di 60 giorni che, secondo i più recenti chiarimenti, non incide sui giorni legge 104 disponibili mese per mese.

Alla base di questa disposizione c'è l'evidenza che non sospendono l'attività lavorativa. Ancora più particolare è la circostanza in cui c'è di mezzo la cassa integrazione. Se è infatti a zero ore per tutto il mese non si ha diritto ai permessi per legge 104 per il mese di riferimento.

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