Taglio indennità di accompagnamento in caso di ricovero ospedaliero. Come fare ricorso INPS

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Taglio indennità di accompagnamento in c

Indennità di accompagnamento ridotta per ricovero

A inviare le lettere ai percettori dell'indennità di accompagnamento 2019 con la comunicazione del taglio del beneficio o della perdita è l'Inps. Perché e cosa fare.

La questione è esplosa in tutta la sua urgenza e l'esito è ancora tutto da scrivere. Di mezzo c'è l'indennità di accompagnamento 2019 ovvero quel sostegno al reddito che viene percepito da chi non riesce a compiere senza un aiuto le azioni fondamentali per la vita di tutti i giorni.

Rispetto ad altri strumenti di aiuto, in questo caso non è richiesto alcun limite anagrafico, minimo o massimo, e né soglie di reddito da non oltrepassare perdere il beneficio. Per ottenere la cifra di 516,35 euro al mese occorre dimostrare la propria infermità fisica o mentale, essere cittadino italiano (o straniero con permesso di soggiorno) e non essere ricoverato in strutture residenziali e istituti ospedalieri.

Ebbene, proprio quest'ultimo aspetto è al centro dell'azione di recupero somme ovvero di taglio all'indennità di accompagnamento mensile. Scopriamo allora nel dettaglio cosa sta succedendo e come fare eventualmente ricorso all'Inps.

Indennità di accompagnamento ridotta per ricovero

A inviare le lettere ai percettori dell'indennità di accompagnamento 2019 con la comunicazione del taglio del beneficio o della perdita è lo stesso Istituto nazionale della previdenza sociale e a essere soprattutto coinvolti sarebbero i bambini con disabilità durante il ricovero in ospedale.

Non in via esclusiva, ma a quanto pare prevalente. A norma di legge sembrerebbe tutto regolare, se non che dal punto di vista procedurale l'azione del'Inps non si basa sulla compilazione del modello Icric (Invalidità civile ricovero) ovvero l'autocertificazione a cura degli invalidi civili in possesso di indennità di accompagnamento.

L'Istituto di previdenza avrebbe tenuto conto solo delle informazioni ricevute dal Ministero della Salute relativi ai periodi di ricovero superiori a 29 giorni a totale carico di strutture pubbliche, interrompendo così una prassi consolidata. Si ricorda che sono tenuti a presentare ogni anno il modulo Icric

  1. gli invalidi totali, ricoverati a pagamento, ultra sessantacinquenni, con sola indennità di accompagnamento
  2. gli invalidi totali, maggiori di anni 18, ricoverati a pagamento, con sola indennità di accompagnamento nella fascia provvisoria
  3. gli invalidi totali, minori, ricoverati a pagamento, con sola indennità di accompagnamento
  4. gli invalidi totali, non ricoverati titolari di reddito superiore al limite previsto, con sola indennità di accompagnamento
  5. gli invalidi totali, ricoverati a pagamento, con pensione e con indennità di accompagnamento
  6. gli invalidi parziali, minori di anni 18, con diritto all'indennità mensile di frequenza
  7. gli invalidi parziali, con indennità di accompagnamento per effetto della concausa della cecità parziale

Come fare ricorso Inps per taglio indennità di accompagnamento

La sola strada per cercare di fare valere le proprie ragioni è quella del ricorso affinché l'Inps riveda la decisione sul taglio dell'indennità di accompagnamento entro 90 giorni dal ricevimento della lettera.

Non ha costi e può essere trasmesso all'Istituto di previdenza per via telematica da un patronato o un intermediario abilitato. Sempre all'Inps occorre rivolgersi in caso di rifiuto di accettazione della domanda.

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