Lavori stagionali, le verità non banali dal racconto di una lavoratrice

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Le dure condizioni dei lavoratori stagionali raccontate da una lettrice-lavoratrice: la denuncia di ore di lavoro e sacrifici per pochi soldi e vitto e alloggio pietosi

Lavori stagionali, le verità non banali

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Solo qualche giorno fa è arrivata la denuncia del sindaco di Gabicce Mare, Domenico Pascuzzi, secondo cui l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza che permette ai giovani di ricevere soldi senza lavorare starebbe scoraggiando tanti ad accettare i lavori stagionali e infatti molti alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari sono senza personale e persone disposte anche muoversi dalle proprie regioni per raggiungere le maggiori località marittime per lavorare.

Il sindaco di Gabicce Mare ha parlato di vera emergenza perché non si trovano baristi, camerieri, cuochi, bagnini, animatori. Per lui è colpa del reddito di cittadinanza, per i lavoratori abituati ai lavori stagionali sono le condizioni di lavoro a scoraggiare tanti ad accettare tali offerte.

Lavori stagionali: il racconto di una lavoratrice

A seguito delle parole del sindaco di Gabicce Mare, una lavoratrice ha deciso di raccontare la sua storia per far capire come a scoraggiare i lavoratori stagionali non sia il reddito di cittadinanza ma le condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli stagionali.

Si tratta di una lavoratrice che per anni ha lavorato come stagionale negli hotel della Romagna e il cui racconto, pur precisando che non riguarda tutti gli hotel, vale certamente per la maggior parte di essi. L’accordo di lavoro di cui parla la lettrice prevede sempre ore e ore di lavoro al giorno, nessun giorno libero, un atteggiamento da parte del datore di lavoro come se ti stesse facendo un favore a ‘sfruttarti’ per le sue esigenze di personale, e una tecnica subdola (ma la lettrice spiega assolutamente efficace) di convincere in sede di colloquio ad accettare l’offerta perché lavorare per un dato hotel da quelle parti fa curriculum e dà lustro, per quanto di lustro si possa parlare.

E poi c’è la questione paga, sempre l’ultima, ha raccontato la lavoratrice, ad essere affrontata e che non solo è decisamente bassa mentre ci si aspetta tanti soldi a fronte di tante ore di lavoro, ma per cui ci si ritrova a fare i conti con la crisi ‘pianta’ dall’albergatore stesso che parla sempre dicendo che il lavoro è cambiato rispetto a tanto tempo fa, che gli altissimi livelli del passato sono ben diversi da oggi, e tutta una serie di difficoltà che fanno ben capire al lavoratore come non ci possa essere spazio di alcuna richiesta di più soldi, per cui o si accetta l’offerta così com’è o nulla.

A volte non si arriva nemmeno a mille euro, per baristi, camerieri, donne delle pulizie, animatori, per 10, 12 ore di lavoro al giorno e forse anche di più, le condizioni di vitto e alloggio sono quelle di scarti e scarti che rendono la permanenza nei posti davvero terribile, ma che bisogna accettare per forze perché l’alternativa non c’è, eppure bisognerebbe denunciare chi ‘offre’ come alloggio sottotetti che ad agosto sono letteralmente forni, come a lei capitato.

Bisognerebbe garantire ai dipendenti condizioni dignitose, strutture buone e dotate di tutto il necessario, perché, come sottolineato dalla lavoratrice, si tratta di esseri umani che lavorano, per la maggior parte di giovani che al lavoro dovrebbero essere incoraggiati e messi nelle condizioni di farlo serenamente,

E invece c’è chi vuole letteralmente scappare da quelle realtà, senza considerare poi che, come ben immaginabile, Tfr, ferie, tredicisima, sono tutti fittizi e figurano nella busta paga come parte della paga percepita.

Lavori stagionali: le condizioni denunciate

Non è, dunque, il reddito di cittadinanza a scoraggiare, è l’errata abitudine italiana allo sfruttamento del lavoro e a cui oggi in tanti si ribellano. La storia della lavoratrice appena riportata, infatti, non è altro che l’ennesima conferma di una serie di condizioni lavorative di sfruttamento che, in realtà, negli anni sono spesso emerse per i lavoratori stagionali. Si sa da tempo, infatti, che le condizioni di lavoro degli stagionali sono spesso estreme a fronte di stipendi davvero bassi, tantissime ore di lavoro e fatica per paghe basse ma anche vitti e alloggi in condizioni disastrose e per niente confortevoli.

La questione su cui riflettere è che i lavori stagionali che spesso rappresentano un vero e proprio sfruttamento dei più giovani dovrebbero innanzitutto essere più controllati, in modo che non vi possono essere abusi, e devono poi prevedere maggiori tutele non solo da un punto di vista retributivo ma anche per quanto riguarda orari di lavoro, condizioni e contributi e forse solo allora la situazione cambierà e chi cerca lavoratori stagionali non avrà problemi a trovarli.

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