Licenziamenti, comportamenti sul lavoro e motivi che possono far rischiare di perdere posto

Quando si può essere licenziati e quali sono i comportamenti che possono far perdere il posto, da violazione della privacy a litigi

Licenziamenti, comportamenti sul lavoro

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Sono diversi ad oggi i motivi che possono portare al licenziamento di lavoratori, i principali sono da ricondurre ai motivi per giusta causa, che fanno scattare il licenziamento quando il dipendente si rende colpevole di comportamenti talmente gravi e rilevanti dal punto di vista disciplinare da impedire, anche solo per un giorno, la prosecuzione del rapporto di lavoro; o a quelli per giustificato motivo soggettivo. Vediamo, dunque, quali sono i comportamenti che possono mettere a rischio il posto di lavoro.

Licenziamento: motivi per concludere rapporti di lavoro

I licenziamenti per giusta causa sono tra i primi motivi di licenziamento e, insieme a quelli per giustificato motivo soggettivo per motivazioni connesse all’organizzazione aziendale, rientrano nella categoria dei licenziamenti disciplinari.

Nel caso del licenziamento per giusta causa, poi, è bene chiarire che considerando che il rapporto di lavoro non può proseguire neppure per un solo giorno, il datore di lavoro non ha l’obbligo di rispettare il preavviso previsto. Ma quali sono i comportamenti che fanno correre il rischio di perdere il proprio posto di lavoro?

Licenziamento: quali comportamenti evitare per non perdere il posto

Il licenziamento scatta solitamente quando un lavoratore dipendente assume un comportamento gravemente errato o non segue la disciplina prevista dal proprio lavoro e quando tali comportamenti rendono impossibile che il rapporto di lavoro prosegua, anche per motivi che fanno venire meno la fiducia da parte del datore di lavoro nei confronti del lavoratore.

Sono numerosi i comportamenti sul lavoro che fanno rischiare il posto: dalla violazione della privacy e diffusione di dati sensibili privati dell'azienda per cui si lavora ma si può licenziare anche chi registra le conversazioni dei colleghi sul lavoro, a meno che non sia indispensabile per difendersi da accuse ingiuste in tribunale, ad un uso improprio di pc o telefono aziendale, all’abbandono del posto anche solo per pochi minuti come la pausa caffè o sigaretti anche di pochi minuti se viene ripetuta tutti i giorni, soprattutto per chi svolge una mansione insostituibile, al litigio tra colleghi.

In quest’ultimo caso, infatti, stando a quanto stabilito dalla secondo la Cassazione, è possibile licenziare il dipendente che discute con il collega e lo aggredisce per futili motivi ma per perdere il posto non basta la lite verbale, bisogna infatti arrivare ad una rissa fisica vera e propria che è considerata un atteggiamento assolutamente imperdonabile.

Può costituire motivo di licenziamento anche un rapporto amoroso consumato sul posto: si rischia, infatti, di perdere il proprio posto di lavoro anche se e quando ci si apparta tra colleghi. Tra i comportamenti a lavoro che fanno rischiare di perdere il posto vi sono anche post su Facebook o commenti a post che possono danneggiare l’immagine dell’azienda. La critica, infatti, è sempre legittima ma nei confronti del proprio datore ogni parola deve essere particolarmente moderata per il rapporto tra i due instaurato.