Licenziamenti per giusta causa, quali sono e quando sono possibili

I licenziamenti per giusta causa rappresentano una delle possibilità a disposizione del datore di lavoro. Ma non è sempre possibile usufruirne visto che i casi sono ben circoscritti dalla legislazione

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Cosa sono i licenziamenti per giusta causa e quando sono possibili

Rispetto a quello che avveniva anni fa, con particolare riferimento alla legislazione degli anni ’70, molto vantaggiosa per i lavoratori per quanto riguarda la voce licenziamento, oggi, nel 2019 per il datore di lavoro è più semplice mettere in atto provvedimenti del genere, ovvero licenziare i propri dipendenti. Anche se i paletti da rispettare sono molti e rappresentano ancora un ottimo baluardo contro i soprusi. Solo per fare un esempio: il datore di lavoro non può licenziare un dipendente perché magari è diventato antipatico o non è più gradito. Altrimenti sarebbe la giungla. Ma i licenziamenti sono possibili quando di mezzo c’è una giusta causa, ovvero quando il lavoratore è divenuto completamente inutile all’azienda, anche a seguito di una sua sopravvenuta incapacità fisica a svolgere le mansioni, o quando sia colpevolmente poco produttivo. Ma i casi in cui questo tipo di licenziamenti è possibile sono diversi. Ecco quali sono.

Cos’è il licenziamento per giusta causa

Si sente spesso parlare di licenziamento per giusta causa ma cos’è ed in cosa consiste questo provvedimento, forse non tutti lo sanno. Innanzitutto il licenziamento per giusta causa affonda le radici nell’ambito dei comportamenti disciplinari dei dipendenti. Comportamenti così gravi da rompere il rapporto di fiducia con il datore di lavoro facendolo propendere per l’immediato licenziamento, tant’è che in questo caso di parla anche di licenziamento in tronco. In questo caso non sarà necessario fornire alcun preavviso al lavoratore. Il provvedimento può essere preso non solo nei casi di palese mala fede dei dipendenti, ma anche per quei comportamenti colpevoli anche se non intenzionali. Per giustificare il licenziamento per giusta causa il comportamento doloso deve essere talmente grave dunque da ledere il rapporto fiduciario tra le parti. E' da sottolineare sempre di più che, però, dove non arriva la legge a porre palette significativi anche nel caso di usi di Internet, Whatsapp e Chat ci arrivano i giudici e i tribunali come alcune recenti sentenze proprio sull'uso della chat e insulti al proprio capo

Quando è possibile e quali sono i motivi per un licenziamento per giusta causa

Per poter eseguire un licenziamento per giusta causa il datore di lavoro deve verificare se, in concreto, la condotta del lavoratore ha violato il rapporto di fiducia che deve legare le parti. Tale valutazione deve tenere conto della posizione professionale e della responsabilità del lavoratore nel servizio svolto, dell’importanza e della delicatezza delle mansioni del dipendente nell’organizzazione imprenditoriale. Inoltre non può non tenere conto dei danni prodotti dal comportamento all’azienda e agli altri lavoratori, come deve tenere in considerazione la natura e la qualità del singolo rapporto.

La valutazione deve tenere conto anche dei motivi che hanno spinto il lavoratore a mettere in pratica il comportamento oggetto del provvedimento di licenziamento. E anche di quanto sia dettato da intenzionalità oppure da un caso fortuito. Il datore di lavoro deve inoltre tenere nella giusta considerazione la personalità e i precedenti del lavoratore, ponendosi in una condizione di maggiore disponibilità nel caso in cui si tratti di persone che non hanno mai lanciato segnali preoccupanti in passato. E valutare infine ogni altro aspetto correlato alla specifica connotazione del rapporto che possa incidere negativamente su di esso.