Licenziamento per chi abbandona posto di lavoro, quando è legittimo. Anche solo pochi minuti

I giudici sono stati chiamati a esprimersi in una vicenda che ha visto come protagonista un addetto al servizio di vigilanza di un'agenzia bancaria.

Licenziamento per chi abbandona posto di

Licenziamento per abbandono del posto di lavoro

Attenzione ad allontanarsi dal posto di lavoro, anche solo per pochi minuti per andare a sorseggiare una tazzina di caffè al bar. Nelle pieghe delle norme che regola i rapporti di lavori si nasconde infatti la possibilità del licenziamento. Tuttavia, come mette nero su bianco la Corte di Cassazione in una sentenza (la 9121 del 2018) destinata a far discutere, il passaggio non è automatico e occorre in ogni caso tenere in considerazione il caso concreto. In estrema sintesi, riconosce la facoltà di licenziamento anche per abbandono temporaneo del posto di lavoro, ma sempre tenendo conto sia della durata dell'allontanamento e sia delle ripetizione del comportamento. In questo modo acquistano più peso i concetti di diligenza e buona fede del lavoratore e di rispetto degli obblighi contrattuali.

La sentenza della Cassazione

I giudici sono stati chiamati a esprimersi in una vicenda che ha visto come protagonista un addetto al servizio di vigilanza di un'agenzia bancaria che si è appunto recato al bar durante l'orario di lavoro e senza giubbotto antiproiettile. Ebbene, secondo la Corte di Cassazione proprio questa è una delle ragioni valide per il licenziamento. In realtà, andando più a fondo della decisione dei togati viene fuori che sono state due le principali contestazioni mosse all'addetto al piantonamento fisso antirapina di una banca, ricordando che l'uomo era stato di fatto licenziato in tronco perché il suo comportamento era stato considerato scorretto e illegittimo.

Le due contestazioni al vigilantes

In prima battuta non si sarebbe trattata dalle prima volta che veniva ritrovato senza il prescritto giubbotto antiproiettile a seguito di controllo, ma già la sesta. In seconda battuta era stato appunto visto abbandonare il posto di lavoro senza una giustificazione. Il giudice deve in ogni caso tenere conto di tutte le circostanze del caso concreto e di eventuali precedenti disciplinari del lavoratore L'iter giudiziario che ha coinvolto il vigilantes è stato altalenante perché il tribunale di primo grado ha dato ragione al al datore di lavoro mente in appello la sentenza era stata in parte riformata, fornendo una interpretazione parzialmente differente.

Il giudice aveva infatti dichiarato illegittimo il licenziamento perché considerato eccessivo rispetto al comportamento contestato, anche perché l'uomo si era recato al bar di fronte alla banca. Ma c'è soprattutto un altro aspetto che la Corte d'appello aveva messo in luce: l'abbandono del posto di lavoro è tale se il lavoratore si allontana in modo e favorisce intrusioni non controllate.

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di Marianna Quatraro pubblicato il