Licenziato dopo aver mangiato il pane destinato alla spazzatura. La storia

Mangia un panino da buttare e viene licenziato: un pretesto per il sindacato Unia. La storia di un dipendente di Gate Gourmet

Licenziato dopo aver mangiato il pane de

Licenziato mangia pane spazzatura storia

Una vicenda che è quantomeno paradossale e che ha suscitato molta indignazione anche se in Italia almeno per il momento non è stata tanto raccontata.
 

Viene licenziato dal suo posto di lavoro solo per aver mangiato pane che avrebbe dovuto essere buttato: è quanto successo ad un dipendente di Gate Gourmet. Vediamo cosa è accaduto e tutta la storia.

Mangia pane da buttare e viene licenziato

Il dipendente licenziato, Philippe, era incaricato di svuotare i vassoi dei pasti degli aerei ma ha mangiato un piccolo panino che avrebbe dovuto invece buttare. Si tratta, in realtà, di una regola esistente, perché è vietato mangiare gli avanzi ma il dipendente 58enne svizzero ha spiegato di aver preso il panino dal vassoio e il suo capo era dietro di lui.

Dopo aver visto che il dipendente aveva mangiato il panino in realtà da buttare è andato subito in direzione e al suo ritorno lo ha licenziato. In verità, la regola delle direttive interne prevede che tutto debba finire nella spazzatura ma, come anche detto da Philippe, non è stato fatto nulla di male.

Licenziato per aver mangiato pane: la posizione del sindacato

Secondo il sindacato Unia, la motivazione dell’aver mangiato un pezzo di pane che avrebbe dovuto essere è stato solo un pretesto per licenziare Philippe. La vicenda è accaduta nel 2018 ma il sindacato ne è venuto a conoscenza solo poche settimane fa.

Per Unia, il lavoratore sarebbe stato vittima della sua anzianità, perché si tratta di un lavoratore non qualificato con uno stipendio di 4571 franchi, di gran lunga sopra gli standard di Gate Gourmet.

Nessuna risposta precisa è arrivata dalla società, solo la spiegazione sul fatto che internamente vengono applicate regole molto rigide per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti alimentari e dei prodotti di ritorno dagli aerei che la legge, come precisato dalla stessa società, impone di distruggere.

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di Luigi Mannini pubblicato il